Sebastian Vettel, la classe fa acqua

Sebastian Vettel commette un altro piccolo errore e perde l'occasione di impensierire Jenson Button nella lotta per il mondiale 2009 di Formula 1

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    Sebastian Vettel è un talento indiscusso. Non si pensi che da questa parte c’è qualcuno che non stima il ragazzotto della Red Bull. Il Gran Premio di Turchia, però, conferma che 22 anni sono ancora troppo pochi per pensare di lottare per il titolo mondiale.

    SEBASTIAN VETTEL. “Fino alla curva 9-10 è andato tutto bene, ero davanti, poi ho perso praticamente la macchina, l’errore è stato mio, c’era forse un po’ di vento ma ho avuto difficoltà - spiega un Sebastian Vettel visibilmente deluso ma pronto ad ammettere la superiorità del suo avversario - Jenson comunque era molto veloce e non penso che sarei riuscito a bloccarlo. Ad un certo punto abbiamo visto che perdevo e ho pensato di passare a una gara su due soste. Tuttavia abbiamo continuato con le 3 soste e non è stata una tattica vincente . Mettendo assieme gli errori di Australia, Monaco e Turchia si arrivano a contare ben 3 sbagli su 7 uscite. Nei primi due casi Sebastian Vettel ha buttato al vento almeno una decina di punti mondiali. Nell’ultimo ha dovuto rinunciare alla possibilità di concludere secondo. Che Jenson Button l’avrebbe superato, prima o poi, è fuori discussione. Senza l’errore del primo giro, però, avrebbe avuto qualche chance in più di concludere davanti a Mark Webber. In tutte e 3 le volte contestate, il fresco vincitore del Trofeo Bandini ha fatto degli errori di immaturità. Errori decisamente perdonabili. Non trascurabili, però, se a commetterli è colui il quale sembra l’unico pilota in grado di impensierire Jenson Button e dare ancora una parvenza di interesse ad un mondiale già ampiamente deciso.

    MARK WEBBER.. Il primo a compiacersi dell’incostanza di Vettel è uno che, invece, ha l’età, l’esperienza e la voglia per sfruttare al meglio ogni barlume di competitività della sua Red Bull. A differenza del tedesco, Mark Webber non ha un talento cristallino, non è un numero 10 ma, semmai, un centravanti di peso che dà sempre il 110% pur di raggiungere ciò per il quale ha sudato duramente tanti, troppi, anni. Non stupitevi, quindi, se alla fine della fiera toccherà aggrapparsi ai suoi risultati per far durare un paio di settimane in più la pseudo-incertezza della stagione 2009. “E’ stato un buon pomeriggio – ha spiegato l’australiano nel dopogara – Nel primo tratto di gara sapevo di dover tenere il più possibile e ci sono riuscito, facendo anche un giro in più rispetto al previsto. Questo mi ha avvantaggiato un po’ rispetto a Sebastian. Peccato che Button fosse su un altro pianeta” ha concluso un Webber come sempre molto realista.