Sebastian Vettel: non sono il numero uno

Dopo le polemiche successive all'incidente nel gran premio di Turchia, che ha coinvolto i due piloti della Red Bull, Sebastian Vettel ha voluto smentire le voci che lo dipingerebbero come il favorito all'interno del team

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    Sebastian Vettel: non sono il numero uno

    Pochi giorni ancora al via in Canada per l’ottava tappa del mondiale 2010 di F1, ma nel Circus non è lontano il ricordo dell’ultimo gran premio di Turchia, dove la Red Bull ha perso un’occasione per aumentare ulteriormente il suo vantaggio sul resto del gruppo, e la McLaren ne ha prontamente approfittato. Non solo, l’appuntamento di Istanbul, oltre a mettere in luce i progressi fatti dal team di Woking, che ora incombe minaccioso negli specchietti degli svizzeri, ha anche portato a galla una rivalità interna alla Red Bull tra i due piloti Webber e Vettel, che potrebbe rivelarsi molto più insidiosa di qualsiasi altro rivale.GP TURCHIA F1. In Turchia l’incidente che ha coinvolto l’australiano e il giovane tedesco ha innescato una serie di polemiche. Inizialmente, diretti interessati e non si sono pronunciati su chi dovesse ricadere la colpa per la manovra azzardata, discorso al quale Chris Horner, team principal della Red Bull, ha diplomaticamente messo un punto spostando l’attenzione sulla perdita di una vittoria importante. Successivamente la “polemica” è proseguita all’interno dei muri di Milton Keynes, dove Vettel sembrerebbe godere di favoritismi da parte della squadra. Lo stesso Webber a pochi giorni dall’incidente, mentre chiedeva pubblicamente al compagno di squadra di mettere una pietra sopra a tutta la vicenda, ha sostenuto che il team non l’ha di certo supportato in questa occasione. Ma il driver australiano ha comunque trovato sostegno da parte dei suoi fan e dei media, che ora potranno calmare la loro rabbia, dal momento che è stato ufficializzato il rinnovo del contratto del loro beniamino per un altro anno: una mossa sapientemente gestita dal team svizzero, che ha anticipato l’annuncio anche per calmare gli animi dopo la vicenda turca.

    SEBASTIAN VETTEL. Dopo l’incontro della scorsa settimana in cui piloti e manager si sono riuniti per scambiarsi un segno di pace, Vettel ha deciso di parlare alla BBC e chiarire come sia lui che Webber abbiano le stesse chance di combattere per il titolo iridato, deciso a smentire le voci che lo indicherebbero come il pupillo della squadra. “Non sono il numero uno qui dentro”, ha voluto precisare. “Sia io che Mark abbiamo le stesse opportunità e ci sono ancora un sacco di gare da disputare e in cui può accadere di tutto. La cosa più importante è guardare avanti”. Finalmente in armonia con il resto del team, Vettel si è detto ansioso di lasciarsi alle spalle quanto successo a Istanbul e per la prima volta ha confermato di essersi spostato verso destra durante il sorpasso ai danni di Webber, sebbene il contatto e tutto quello che ne è seguito siano avvenuti in una manciata di secondi: “Non c’è molto da spiegare, è successo tutto così velocemente. Ci siamo toccati e la mia corsa è finita lì”.

    Foto: gpupdate.net