Un telaio per cucire la vittoria

E' il telaio la chiave per vincere alla prima gara della motoGp in Spagna, a Jerez

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    Un telaio per cucire la vittoria

    Manca poco, pochissimo all’ inizio del Motomondiale targato 2006 e le voci si rincorrono nei paddock per valutare l’ennesima messa a punto e si sprecano sui giornali le ultime dichiarazioni dei piloti. Unico punto fermo resta, comunque, la moto. Daniele Romagnoli, capo meccanico di Colin Edwards per il team Camel Yamaha, rivela il fattore più importante sul circuito spagnolo su cui si correrà domenica.

    A dispetto di quello che si può pensare, a Jerez non sarà il motore, ma il telaio a fare la differenza.

    Pista abbastanza veloce, curve impegnative, rettilinei importanti su cui non basta sfruttare il propulsore o disegnare l’aerodinamica, conta soprattutto avere un buon telaio che risponda alle sollecitazioni senza affaticarsi e rimanendo brillante nella fase di massimo rollio, vale a dire quando la moto è inclinata al limite.

    Ci sono poi, vari punti in cui si sfrutta la massima accelerazione e il telaio non può permettersi intoppi, così come le sospensioni e le gomme. Occorre distribuire coerentemente i pesi per non perdere stabilità nella fase di beccheggio, nella frenata o in accelerazione dato che una manciata di centesimi possono voler dire 5 punti in più o in meno a fine gara.

    La M1 2005 aveva già avuto gigantesche modifiche rispetto a quella dell’anno precedente: un telaio completamente ridisegnato, geometrie variate, il condotto principale del nuovo airbox fatto passare attraverso il telaio stesso e poi un diverso attacco del forcellone e una variazione dell’ alloggiamento del motore hanno contribuito a creare una moto completamente rinnovata e competitiva, in grado di soddisfare a pieno la sete di vittoria di Valentino. Merito anche di Jeremy Burgess e di tutti i meccanici e gli ingegneri dei tre diapason.

    Ma non sono i soli, in Yamaha, a sperare nel telaio.

    A Borgo Panigale si affidano all’evoluzione del classico telaio a traliccio di tubi d’acciaio con forcellone in alluminio e Capirossi fino a qualche tempo fa era indeciso tra due telai di rigidezza diversa, in Honda si sa che Tamada qualche mese fa si era concentrato sull’ultima versione di telaio che la HRC aveva introdotto a fine stagione 2005, ma le valutazioni non erano state idilliache, Pedrosa sembra che preferisca telai meno rigidi in generale, chissà….

    Non si può far altro che aspettare. Domenica si saprà su quale telaio viene meglio ricamare la vittoria!