Valentino: il Circus lo chiama

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    Valentino: il Circus lo chiama

    La sessione mattutina di Valencia vede Valentino Rossi girare ancora. Se il primo giorno è stato quello dell’imbarazzo ed il secondo quello della rivalsa. Il terzo giorno è quello della ricompensa. Applausi da più parti. A far più rumore quelli di due campioni del mondo come Schumacher e Villeneuve e quelli di un Trulli non più scettico come prima.

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    Nella mattina il Dottore ha percorso diversi giri sul piede del 1’13″2. Poco meno di mezzo secondo più lento del miglior giro di ieri e ad un secondo dal miglior giro di Massa sulla F2004 di oggi.

    A proposito delle prestazioni dei giorni precedenti, numerosi sono stati i complimenti rivolti al folletto di Tavullia.

    Schumacher lo ha elogiato senza limiti. Ha iniziato con una giustificazione per l’errore del primo giorno «non c’è nulla di strano nell’errore di martedì era come guidare sul ghiaccio quando Rossi è uscito» poi, entrando nel merito delle prestazioni, ha continuato sulla stessa linea: «un pilota lo si giudica dalla sensibilità e credo che passare dalle moto alle auto non è neanche troppo difficile se si dispone di un talento come quello di Valentino. Io lo vedo bene come pilota di Formula 1, è bravissimo e non ha bisogno dei miei consigli».

    Cosa altro aggiungere? A questo spot per il nostro connazionale si è aggiunto un tipo che non si tira indietro quando c’è da dire anche cose sgradevoli o controcorrente, Jacques Villeneuve. Con la sua consueta schiettezza il canadese a riguardo del miglior tempo di Rossi ha commentato «Ma davvero? Uno, dodici e otto? Allora molli subito le moto e venga a correre nel mondiale di Formula 1. E’ vero che aveva il vantaggio del V10, ma non è che la differenza tra i due propulsori è tantissima. La cosa più difficile non è tanto avvicinarsi ai tempi dei migliori ma limare gli ultimi decimi. Io credo che lui possa farcela, è davvero bravo».

    Qualcuno potrà pensare che Schumacher essendo ferrarista abbia detto frasi di circostanza e che Villeneuve si ricordi ancora le simpatie nei suoi confronti manifestate da Rossi nel 1997. Come metterla allora con Jarno Trulli che non era mai stato favorevole alla pazza idea di Valentino? Ecco le sue parole: «Non conta l’errore di martedì, ma la continuità a buon livello, io non ho problemi a dargli il benvenuto, d’altronde mi è sempre stato simpatico»

    Unica voce, al momento, fuori dal coro è quella di Ricardo Zonta che mette in guardia da facili entusiasmi «Attenzione. Ha guidato un motore che gli regala 3″, magari 2″5, rispetto agli altri. Naturalmente per lui questo è un punto d’inizio, un risultato che gli dà fiducia e gli consente di lavorare con più tranquillità. Però si accorgerà presto che una cosa è arrivare nei paraggi dei tempi dei piloti di Formula 1, altra cosa è raggiungerli. Gli ultimi tre decimi di distacco sono un muro di mattoni!».

    Questo pomeriggio sarà l’ultimo di test per Rossi. Ad un certo punto è parso che potesse prolungare ulteriormente l’esperienza ferrarista ma la notizia è stata smentita. Dalla prossima settimana, poi, ritornerà al suo lavoro e alle sue due ruote. Lì non deve essere giudicato da nessuno.