Valentino Rossi-Ducati: Italmoto sugli scudi

Valentino Rossi cerca di spiegare la scelta che lo ha portato a sposare la causa Ducati per la prossima MotoGP 2011, andando a lasciare la sua Yamaha dopo sette anni di contratto e quattro titoli iridati

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    Il matrimonio, Valentino Rossi alla corte della nostrana Ducati, è segno di garanzia di un nuovo successo italiano totale. Nella storia del Motomondiale, il binomio uomo-macchina made in Italy ha trionfato per cinquantadue volte fin dal 1949, anno d’esordio del campionato. Nell’ultimo ventennio l’Italmoto ha conquistato dieci titoli, con Aprilia o Gilera: in 250 con Biaggi (1994, 1995, 1996), Capirossi (1998), Rossi (1999), Melandri (2002) e Simoncelli (2008), in 125 grazie a Gramigni (1992), lo stesso Valentino (1997) e Locatelli (2000). In MotoGP l’ultimo trionfo è di Giacomo Agostini.

    Valentino Rossi ha deciso di sposare la causa della Ducati per la prossima MotoGP 2011 e provare a vincere l’ennesimo titolo mondiale, ma questa volta con il binomio uomo-macchina tutto italiano. Con il passaggio di Valentino in Rosso, l’italiano lascia la sua Yamaha M1 dopo sette anni di contratto e quattro titoli iridati conquistati nella massima categoria delle due ruote.

    Da quando esiste il Motomondiale, numeri alla mano, il marchio italiano ha sempre dominato la scena, nessun paese ha vinto così tanto come il nostro. Adesso che anche Rossi si è lanciato nella sfida di sventolare il tricolore iridato sulla Ducati l’interesse nazionale per la disciplina sportiva è destinato a salire grazie alla notorietà mediatica del campione di Tavullia.

    Senza aver bisogno di sfogliare gli annali, sono entrate nella storia le imprese di Giacomo Agostini e la MV che ha costellato di trionfi la sua magnifica carriera, diventanto il pilota con il maggior numero di titolo mondiali: quindici. Ben tredici di questi conquistati proprio in sella alle mitiche creature del conte Agusta, con le quali ha spadroneggiato sia nella 350 che nella mezzo litro.

    Proprio Agostini è stato l’ultimo italiano a laurearsi iridato alla guida di una moto di casa sua in quella che oggi viene definita la “top class”. Da allora sono passati quasi quarant’anni. Un’eternità per chi è abituato a vincere con cuore e ferro provenienti dalla stessa terra. Adesso, con Rossi e la Ducati non più rivali, ma complici, potrebbe essere arrivato il momento giusto per aggiungere un’altra pagina indelebile all’albo d’oro più importante e avvicinare Ago nella leggenda è uno stimolo non da poco.