Valentino Rossi: “Per me contano numeri e risultati”

Valentino Rossi chiude il mondiale con il secondo posto di Valencia

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    Valentino Rossi chiude il mondiale con il secondo posto di Valencia. Il 2009 è stato un anno importante che lo ha visto al centro di molte chiacchiere (nel 2011 sarà in Ducati o fuori dal Motomondiale?) e qualche polemica. Ma, come gli piace affermare, alla fine a parlare sono numeri e risultati.

    Alla fine sono i numeri e i risultati l’unica cosa che rimane.

    Il succo del Valentino-pensiero è tutto concentrato in questa dichiarazione rilasciata nel dopo gara del Gran Premio della Comunitat Valenciana.

    La sua è una risposta a tutti coloro che lo accusano di aver corso una stagione un po’ in affanno. Certo, gli anni passano e ora è Valentino a dover subire l’assalto da parte di avversari più giovani e affamati di vittorie, uno dei quali gli corre anche “in casa” essendo suo compagno di scuderia nel Team Fiat Yamaha.

    Ma adesso se ne riparlerà nel 2010, perché anche in questa stagione numeri e risultati hanno dato ragione al Dottore.

    Ho vinto sei gare e quindi ne ho vinte più di tutti, ho fatto sei pole e ne ho fatte più di tutti, ho superato il tetto dei 300 punti e penso di aver fatto più podi di tutti, quindi ho portato a casa un buon risultato,” ha detto Vale commentando i suo campionato, “E se ho vinto “solo” sei gare è perché abbiamo vinto in quattro. Ho lottato con il mio compagno di squadra e questa è stata una novità. Abbiamo avuto mondiali più pieni, come il primo con la Yamaha o quello dell’anno scorso, ma anche questo lo abbiamo portato a casa. Fino alla gara di Brno avevamo la moto più bilanciata e la più veloce in rettilineo, dopo Brno prendevamo 6/7 chilometri da Ducati e Honda e infatti abbiamo vinto meno gare, ma adesso sappiamo dove lavorare per il prossimo anno.

    E di certo nel 2010 gli stimoli per Valentino Rossi non mancheranno: sulla Ducati troverà un Casey Stoner tornato in grandissima forma, Jorge Lorenzo, suo compagno in Yamaha, farà di tutto per strappargli la corona iridata e anche Dani Pedrosa potrà contare su una Honda più competitiva. E in più adesso c’è un certo Ben Spies…

    La concorrenza però non spaventa Rossi, anzi: “Il vero problema è che io che la mia squadra siamo persone che fortunatamente hanno vinto tanto nella propria carriera; per noi non è mai la gara della vita e quindi rischiamo sempre di rilassarci troppo. Questo è il nostro errore,” ha concluso il Campione del Mondo, “E’ umano. Dopo che uno ha vinto tanto ha bisogno di motivazioni speciali. Proveremo a concentrarci sui record da battere. Magari i titoli assoluti di Agostini no, ma si può provare nella classe regina dove me ne manca uno.”

    Record da battere. Appena raggiunto uno storico risultato già pensa al successivo: è questo che fa di Valentino Rossi un pilota che resterà nella storia del motociclismo.