F1, Vettel lascia la Ferrari: i motivi dietro l’abbandono del tedesco

La Rossa e il quattro volte campione del mondo di Formula 1 si diranno addio a fine 2020: ecco i perché della separazione

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    Sebastian Vettel nel box Ferrari

    La storia tra Sebastian Vettel e la Ferrari non avrà il lieto fine: arrivato a Maranello nel 2015 con quattro mondiali conquistati in Red Bull, il tedesco non ha saputo replicare le gesta di Michael Schumacher – capace di trasformare la Rossa in una vettura vincente – rimanendo a bocca asciutta e rinunciando in anticipo al suo sogno di diventare iridato con la casa di Maranello. L’annuncio della separazione sancisce la fine dei sogni più romantici, quelli che avrebbero voluto Vettel campione del mondo anche con la Ferrari, in un ideale passaggio di consegne proprio con quello che è stato il suo idolo.

    Il perché dietro l’addio di Vettel

    Alla fine, però, la realtà ha avuto la meglio sulla fantasia e così Vettel lascerà la Ferrari alla fine del 2020 andando in scadenza e prendendosi del tempo per decidere il proprio futuro. A spingere alla separazione le due parti le condizioni economiche, ma non solo. La Ferrari, dal canto suo, aveva offerto al tedesco la possibilità di proseguire l’avventura a Maranello, un contratto di un solo anno oltre ad un importante ridimensionamento economico. Vettel, però, si è presentato al tavolo delle trattative forte di un investimento che l’allora presidente Sergio Marchionne aveva fatto su di lui di circa 100 milioni di euro in tre anni e per nulla deciso a subire un ridimensionamento non tanto economico, ma soprattutto strategico. Un passo indietro praticamente impossibile da accettare per un quattro volte campione del mondo, messo al pari di Charles Leclerc, il nuovo astro nascente della Formula 1, ma ancora a quota zero titoli.

    Da qui il divorzio quasi scontato. Vettel, dal canto suo, paga i troppi errori commessi negli ultimi anni; dall’incidente di Hockenheim, quando era in testa e finì contro le barriere dicendo probabilmente addio al titolo mondiale, si è rotto qualcosa. Neanche la vittoria di Singapore, ottenuta grazie a un ordine di scuderia, aveva riacceso la fiammella dell’amore che si è andato lentamente consumando anche a causa della crescita esponenziale di Leclerc, il suo compagno che ha dimostrato di potersela già giocare con i grandi. Non è stata una questione di soldi, come ammesso anche dallo stesso Vettel, ma di prestigio: il tedesco non poteva accettare un ruolo da comprimario dopo essere arrivato a Maranello in pompa magna. Nè la Ferrari, ferma sulle proprie posizioni e forte del fatto di avere in casa il campione del domani, nè Vettel hanno fatto un passo indietro e così è finita la storia tra i due, senza il lieto fine tanto desiderato dalla maggior parte dei tifosi.