Yamaha: per gli operai un Natale più sereno

Accordo raggiunto alla Yamaha di Lesmo: dopo una protesta durata sei notti e una giornata di intense trattative, l'azienda ha comunicato che sarà attivata la cassa integrazione per tutti i 66 dipendenti licenziati per il trasferimento della produzione in Spagna

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    Accordo raggiunto alla Yamaha di Lesmo: dopo una protesta durata sei notti e una giornata di intense trattative, l’azienda ha comunicato che sarà attivata la cassa integrazione per tutti i 66 dipendenti licenziati per il trasferimento della produzione in Spagna.

    Gli operai, dopo aver più volte chiesto un intervento pubblico di Valentino Rossi, campione del mondo MotoGP e pilota di punta del Team Fiat Yamaha, avevano deciso di occupare il tetto della fabbrica sfidando il freddo e la neve.

    Quattro operai dello stabilimento Yamaha di Gerno di Lesmo (Monza) erano saliti in cima al tetto della fabbrica e vi si erano “sistemati” con due tende e i sacchi a pelo.

    Paolo Mapelli, Colombo, Martino Sanvito e Jarno Colosio hanno vissuto lassù per una settimana, ed erano disposti a passarvi il Natale nel caso che la Yamaha Italia (intenzionata a non concedere la cassa integrazione) non avesse accettato le loro richieste.

    E hanno vinto: quando una delegazione di lavoratori è entrata nell’ufficio per chiedere notizie sui licenziamenti, Hiromu Murata, presidente della Yamaha Italia, si sarebbe messo a piangere e avrebbe chiesto scusa ai lavoratori. La cassa integrazione per i 66 operai licenziati ci sarà.

    Stiamo tirando fuori il carattere,” ha dichiarato Colombo, uno degli operai saliti sul tetto, “Noi, del marchio Yamaha, siamo sempre andati orgogliosi. Ci vantavamo con gli amici. Non volevamo arrivare a questo punto. Siamo stati obbligati. Per avere la cassa integrazione abbiamo dovuto fare il cinema.

    Fare il cinema. Di sicuro la situazione si è sbloccata anche perché gli operai con il loro gesto estremo sono riusciti ad attirare su di sé l’attenzione di tutta Italia.

    Per far parlare del loro caso avevano più volte chiesto l’intervento del campione della Yamaha, l’italiano Valentino Rossi (la sede di Gerno ospita anche il reparto corse, quello della scuderia di Valentino) ma il Dottore ha preferito (o è stato obbligato a) ignorare la questione.

    Alla fine gli operai hanno capito che per ottenere qualcosa dovevano essere loro stessi a darsi da fare, senza sperare nell’aiuto di nessuno. E a quanto pare hanno fatto la scelta giusta.