Yamaha si svela sotto il “Muro di Torino” tra miracoli tecnici e spruzzi di veleno

Yamaha si svela sotto il "Muro di Torino" tra miracoli tecnici e spruzzi di veleno

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    Ore 11.30.

    Torino accoglie, presenta, gioisce.

    La nuova Yamaha M1 ruggisce nella città sabauda, Torino si veste di blu.

    yamaha M1 2008

    Ne avevamo parlato già lo scorso mese, anticipando così la presentazione della nuova Yamaha M1 con cui Valentino correrà nella prossima stagione Motomondiale 2008.

    Non è la prima volta che Torino apre le porte alla MotoGP e alla M1 di Valentino. Già in questo articolo avevamo ripreso la M1 di Valentino in esclusiva per i nostri lettori.

    Anche questa volta a Torino, al Mirafiori Motor Village.

    Location diversa, invece, per la presentazione 2008 l’Auditorium Agnelli, il Centro Congressi del Lingotto che ha già ospitato alcune delle più importanti presentazioni motoristiche degli ultimi anni.

    Suggestione, Sorpresa, Immagine, Motori.

    Questa è l’impressione che si ha durante l’evento di presentazione della nuova Yamaha M1, la moto a cui Valentino Rossi e Jorge Lorenzo affideranno i loro sogni di gloria per la stagione di MotoMondiale che sta per iniziare.

    Non poteva esserci madrina migliore di Simona Ventura, maestra di cerimonia della manifestazione, spigliata e dissacrante come sempre, torinese di nascita e aguzza di parlantina, è la cornice ideale per le parole e la velata tensione che condisce e allo stesso tempo rende frizzante la conferenza.

    Valentino contro Jorge.

    Jorge contro Valentino.

    yamaha M1 2008

    La Yamaha non sa ciò che ha fatto.

    Due prime donne, due primissime donne insieme, come mai visto prima.

    Una garanzia di un campionato spumeggiante, brillante e non privo di colpi di scena: questo è quello che ci si aspetta dopo l’evento di oggi.

    Il Fiat Yamaha Team si presenta, si fa conoscere la grande pubblico, onora la tradizione, scrive una nuova storia forse, cuce ricami di branding e serra bulloni di ingegneria avanzata: un sunto, un mix, un resoconto di un anno che ha gettato le basi per una necessaria ribalta, una rivincita senza tentennamenti, nuove fondazioni.

    Gli occhi di Valentino brillano, la bocca di Lorenzo parla.

    La Yamaha sorride.

    valentino rossi jorge lorenzo

    L’auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto si profuma di carburante e di veleno.

    Spruzzi di qua, spruzzi di là, il “Parafuera” rende noto che il cognome della sua mamma è “Guerrero”, Valentino ricorda al giovincello il suo palmares e punta al titolo in modo molto poco velato: è guerra ancor prima che inizino le danze.

    E’ una guerra psicologica quella che si combatte da adesso, ancor prima di scendere in pista, di sentire l’odore di asfalto, di indossare una tuta troppo stretta o troppo larga, a seconda dei kili persi o guadagnati per il troppo stress pre-gara.

    Certo, perché se si inizia così, o si ha il fegato di tener duro fino alla fine, o si muore prima.

    Anzi, subito.

    E’ un “muro di Torino” che divide i due piloti, Jorge e Valentino.

    Il primo, troppo impegnato a barricarsi dietro trincee che sanno di guerra cieca e gratuita e fanciullesco nel suo ostentare in modo così aperto la sua sete di “carriera”, il secondo fluttuante e folleggiante come al solito, determinato e orientato più a difendersi dagli altri che a rendersi conto della serpe che la Yamaha coltiva in seno.

    A tratti, la situazione fa quasi ridere: come ogni cosa la cui tensione più estrema finisce per assomigliarsi al suo opposto, anche in questo caso, le risate tra i due piloti finiscono quasi per sembrar vere.

    Valentino parla di sé, di Stoner, della Ducati, della Stampa, di una certa parte di Stampa, quella che si nutre disgrazie altrui, quella che deborda, straborda, e alla fine si avviluppa su sé stessa.

    Lorenzo racconta la sua esperienza, ricorda Pedrosa e dichiara apertamente l’apertura dei “giochi”.

    Certo, quando il gatto non c’è…. Grande assente della manifestazione è tal Masao Furusawa, ossia il grande guru dei tre diapason, big boss di Yamaha Motor Corporation che, e avesse assistito alla presentazione di oggi, avrebbe avuto una sincope cardiaca in diretta!

    Guardando bene, manca anche Luca De Meo, ex manager Toyota al tempo della prima Yaris, accaparrato da Fiat in epoca “rilancio”.

    Tutto tace, poi, dal fronte pneumatici.

    Michelin e Bridgestone hanno deciso di soprassedere all’incontro. Troppa adrenalina, troppe vittorie o troppe sconfitte, meglio non vedersi faccia a faccia.

    Michelin, relegata alla new entry Lorenzo.

    Bridgestone, bacchetta magica (si spera) del nuovo Valentino 2008.

    Bah… se anche ci fossero state, nessuno le avrebbe interpellate per paura di rovinare quel bellissimo ghiaccio tra le due contendenti.

    Talmente freddo e gelido tanto da sembrare, anche questa volta, quasi bello.

    yamaha M1 2008

    C’è invece Lin Jarvis, responsabile Yamaha Racing, che stupisce tutti sfoderando strategie ineccepibili, ma soprattutto un italiano impeccabile: “Le nostre ambizioni sono quelle di sempre, vincere. Veniamo da due stagioni difficili, ma adesso siamo pronti per il riscatto. Sarà una stagione inedita per noi, ci saranno due compagini in una stessa squadra. VALENTINO RAPPRESENTA LA CERTEZZA, JORGE E’ IL NOSTRO NUOVO PILOTA DAL QUALE CI ASPETTIAMO MOLTO, magari la vittoria in qualche gara, in più ci saranno due moto schierate dal team satellite Tech 3 con Colin Edwards, nostro pilota in questi ultimi tre anni. Abbiamo due fabbricanti di gomme in uno stesso box. E’ stata una decisione importante al termine del 2007. Con questo abbiamo riorganizzato la nostra attività, con nuovi manager, a cominciare da Nakajima, nostro team director e project leader“.

    Lin Jarvin lascia la parola al responsabile tecnico, Masahiko Nakajima, da cui ci si aspetta il miracolo ingegneristico per il 2008: “Stiamo lavorando per migliorare le prestazioni del nostro motore in velocità, accelerazione e gestione. Per questo abbiamo studiato nuovi metodi per migliorare l’efficienza del nostro 4-in-linea, e a febbraio porteremo a Sepang delle novità. Avere due squadre che lavorano con due fornitori di pneumatici differenti per noi è una nuova sfida, non un problema. Lo sviluppo della moto non cambierà rispetto al passato: quel che è certo tra le due compagini non ci sarà alcun travaso di informazioni. Soltanto i tecnici giapponesi di Yamaha potranno accedere ai dati dell’una e dell’altra formazione.In Giappone c’è voglia di tornare a vincere: noi disponiamo di una squadra competitiva, grandi piloti, tecnici esperti ed un management vincente. Il mio ruolo sarà quello di render conto in Giappone dei progressi, con la speranza di raccontare degli ottimi risultati conquistati in pista”.

     

    Yamaha YZR M1 800cc – SCHEDA TECNICA

    yamaha M1 2008

     

    • Motore

    Tipo: Quattro tempi

    Disposizione: 4 cilindri in linea

    Distribuzione: raffreddato a liquido DOHC, 4 valvole per cilindro

    Cilindrata: 800cc

    Iniezione: Electronic Fuel Injection

    Potenza massima: Circa 154.5Kw (210 cv)

    Velocità massima: superiore ai 320 km/h

    • Telaio

    Tipo: Doppio trave delta box in alluminio, geometrie sterzo/interasse/altezza multi-regolabile

    Sospensione anteriore: a steli rovesciati Ohlins

    Sospensione posteriore: shock posteriore Ohlins

    Ammortizzatore di sterzo: a registro idraulico

    Carenatura: in fibra di carbonio

    Ruote: Marchesini

    • Fornitori

    Lubrificanti: Yamalube

    Gomme: Bridgestone (Rossi) 16″ anteriore-16″5 posteriore, Michelin (Lorenzo) 16″ anteriore-16″5 posteriore

    Freni: Brembo

    Sospensioni: Ohlins

    Candele: NGK

    Elettronica: Magneti Marelli

    yamaha M1 2008

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