Sconcerto nel mondo delle moto. Una nuova norma minaccia di mandare in tilt il traffico e costare carissima a chi la ignorerà
Chi l’avrebbe mai detto che un semplice cartello stradale potesse cambiare la vita di chi guida moto da una vita? Eppure è proprio quello che sta succedendo in questi giorni. La decisione di limitare la velocità a 50 km/h su una importante arteria ad alta percorrenza ha gettato nello scompiglio migliaia di pendolari. E non è solo una questione di andare più piano.
Il vero problema? Il famigerato lane splitting, quella pratica tanto amata dai motociclisti di sgusciare tra le auto incolonnate nel traffico. Una manovra che, diciamocelo, fa storcere il naso a più di un automobilista ma che finora era tollerata, se non addirittura incoraggiata in certe situazioni.
Ecco il nocciolo della questione: il famigerato lane splitting. È quello che fanno i motociclisti quando sgusciano tra le auto incolonnate nel traffico. Una manovra che ha sempre lasciato qualche dubbio ma che, se compiuta nel modo giusto e con prudenza, porta notevoli vantaggi alla circolazione senza dannegiare la sicurezza di nessuno.
Ora è tutto cambiato. In Francia, il lane splitting è permesso solo su strade con limite di velocità di almeno 70 km/h. Abbassando il limite a 50, il sindaco Hidalgo ha praticamente messo al bando questa pratica sulla tangenziale di Parigi. E i centauri parigini non l’hanno presa bene, per usare un eufemismo.
Non hanno perso tempo. In men che non si dica, la Federazione Francese dei Motociclisti Arrabbiati – e il nome la dice lunga sul loro stato d’animo – ha organizzato proteste e manifestazioni. Il loro argomento? Il lane splitting, se fatto con giudizio, aiuta a snellire il traffico. Toglierlo significa condannare la città a un ingorgo perenne.
Ma non sono solo i motociclisti a essere preoccupati. Pensate a tutti quei pendolari che ogni giorno macinano chilometri sulla tangenziale per andare al lavoro. Per loro, questa novità potrebbe tradursi in ore e ore perse nel traffico. Come se la vita a Parigi non fosse già abbastanza frenetica!
La situazione è talmente tesa che l’FFMC e l’associazione a difesa dei guidatori LDC stanno pensando di fare causa. Hanno lanciato una colletta, chiedendo 12 euro a testa a centinaia di motociclisti e automobilisti. Una vera e propria class action all’americana, insomma.
Tutta questa storia ha riacceso un vecchio dibattito: il lane splitting è davvero sicuro? Per qualcuno, questa pratica controversa aumenta addirittura la sicurezza, perché riduce il rischio di tamponare il veicolo davanti.
Magari questa situazione porterà a ripensare completamente la mobilità urbana. Dopotutto, si dice che dalle crisi nascano le opportunità. Staremo a vedere se Parigi saprà cogliere questa sfida e trasformarla in un’occasione di cambiamento. O se, come spesso accade, tutto finirà in un nulla di fatto, lasciando motociclisti e automobilisti a litigare nel traffico cittadino sempre più bloccato.
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