In arrivo un nuovo carburante rivoluzionario. La benzina e l’elettrico sono ormai prossimi al pensionamento.
Gli ultimi anni del mondo, specialmente a partire dal post Covid, hanno avuto un unico grande leit motiv, quello della transizione ecologica e dell’abbattimento degli inquinanti emessi dai mezzi a motore per tentare di salvare un pianeta già abbastanza compromesso. Dal punto di vista della mobilità, è stata fissata una data, il 2035, entro cui i costruttori di automobili dovranno rilasciare soltanto veicoli elettrici o a e-fuel.
A dispetto di tale “sentenza”, c’è chi continua a non credere alla bontà della tecnologia a zero emissioni. Non per nulla, fiaccate dallo scarso numero di vendite, stanno chiudendo diverse fabbriche dedicate proprio alla realizzazione dei mezzi a batteria, mentre gli studi sulle alternative fioccano, proponendo anche soluzioni rivoluzionarie capaci di rendere da pensione ciò che sembrava moderno.
Ci sono chef di fama internazionale come Heston Bluementhal che lo hanno reso il loro cavallo di battaglia in cucina, chi, invece, ha provato ad individuarne le potenzialità da carburante. Sebbene solo oggi abbia ripreso vigore l’idea, è dagli anni ’90 che i ricercatori dell’Università di Washington stanno approfondendo il potere del liquido d’azoto.
Ultimamente però il gruppo diretto da Abe Hertzberg è giunto ad un punto di svolta grazie alla concept car LN2000, sorpassando nel carattere innovativo addirittura l’altra via molto battuta, che è quella dell’idrogeno. I benefici sono da ritrovarsi nella maggior sostenibilità della sostanza rispetto a tutte le altre, ma altresì nell’abbattimento dell’inquinamento anche in fase produttiva.
Proprio quest’ultimo aspetto potrebbe rivelarsi vincente, in quanto molte Case automobilistiche sono da tempo alla ricerca di metodi per rendere più verde ogni fase della creazione delle vetture e di eliminare ogni genere di dipendenza dai combustibili fossili. Rispetto all’elettrico che necessita di grandi batterie per funzionare, qui il serbatoio utile è decisamente piccolo a beneficio dei passeggeri e dei bagagli.
Inoltre, con questo metodo, si esaurirebbero i problemi di autonomia e soprattutto i costi sarebbero minori sotto ogni fronte e per tutti. A questo punto la domanda è come mai ancora non sia stato utilizzato. Ebbene, malgrado i pro di cui abbiamo parlato il motore ad aria non è ancora in grado di garantire performance abbastanza soddisfacenti per un mezzo commerciale.
Ecco perché tra le possibilità offerte oltre alla spina, l’idrogeno continua ad essere in vantaggio.
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