Dalla Ferrari prendono l’unica decisione apparentemente possibile dinanzi alla richiesta del pilota monegasco, Charles Leclerc. Così è divenuta del tutto ufficiale.
Sarà difficile dimenticare il Gran Premio del Brasile. Fra cambi di programma, bandiere rosse, qualifiche sotto la pioggia, risultati inaspettati e una prestazione leggendaria di Max Verstappen, se ne parlerà ancora a lungo. L’olandese della Red Bull, nonostante la penalità e lo svantaggio procuratogli, è riuscito a vincere in pista offrendo una performance da mostrare ai piloti del futuro.
Dal 60° al 69° giro è stato capace per ben dieci volte di registrare il tempo migliore, portando la monoposto della scuderia austriaca a una rimonta da brividi. In questo modo il diretto concorrente per la vittoria del titolo mondiale, ovvero Lando Norris alla guida della McLaren, teme seriamente di non poterlo riprendere negli ultimi tre GP a disposizione, avendo concluso quello a Interlagos in sesta posizione.
L’unico pilota che sembra non temere l’imponenza di Verstappen e capace di resistergli è il ferrarista Charles Leclerc. Infatti, lo stesso olandese ha poi dichiarato sul collega in merito alla gara, rivedendo alcuni passaggi del circuito: “Mi sono bloccato perché Charles è in verità piuttosto bravo”. I due si sono tenuti testa con Leclerc che ha frenato il primo posto di Verstappen fino alla bandiera rossa e a una mossa vincente: sostituire le gomme intermedie senza effettuare il pit-stop.
A un certo punto della gara dalla radio Charles Leclerc domanda al Team Ferrari: “Qual è il giro più veloce?”. Domanda alla quale la replica è diretta e ufficiale, una presa di posizione dal box verso il pilota: “Non chiederlo…”. Nessuna precisione, siccome dalle sequenze delle rilevazioni cronometriche ogni giro è divenuto sempre più impattante e di difficile previsione. Inoltre, sembra proprio che il Team abbia voluto stemperare l’eventuale tensione del monegasco, che difficilmente avrebbe potuto mettere più in difficoltà Verstappen, alla luce della gara che stava conducendo.
Infatti, nonostante l’ottimo tempo di Leclerc – da 1:21.631 – il collega sembrava volare sull’asfalto brasiliano con un tempo di 1:20.472. A fine gara l’unica opzione è stata quella di stringersi la mano e riconoscersi rivali in pista, all’altezza l’uno dell’altro. Stima reale e reciproca, per un confronto che sembra destinato a perdurare ancora ad altissimi livelli per lungo tempo, per la fortuna degli appassionati.
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