Il boss della McLaren fa tremare la Formula 1. Le accuse sono pesanti. C’è qualcuno che lo fa senza rispetto.
In apertura del nuovo millennio è stata la principale rivale della Ferrari quando tra le sue fila aveva Mika Hakkinen, mentre la Rossa schierava Michael Schumacher, poi, dopo il titolo iridato conseguito nel 2008 da Lewis Hamilton per la McLaren è cominciato un lento, ma progressivo declino. La squadra cannibale di epoca Senna – Prost era ormai un lontano ricordo, così come le vittorie più recenti.
Da allora è cambiato molto, la proprietà della scuderia di Formula 1 è passata agli americani, la sede di Woking è stata venduta e pian piano le finanze hanno ritrovato ossigeno traducendosi in prestazioni. Attualmente pericolosissima rivale della Red Bull capolista, ha vissuto un momento difficile a Monza ricevendo in seguito alcune critiche che non sono state per nulla digerite dal patron Zak Brown.
In occasione del GP italiano gli appassionati sono venuti a conoscenza delle cosiddette “papaya rules” che il team principal Andrea Stella ha spiegato essere regole basate sul buon senso per cui i piloti sono liberi di lottare tra di loro a patto di non buttarsi fuori. Nulla di anomalo visto che anche Mercedes aveva imposto lo stesso ai suoi portacolori nel periodo d’oro dal 2014 e il 2020 e il Cavallino ne ha fatto un principio di vita.
Adesso però qualcosa potrebbe cambiare e a svelarlo è stato l’amministratore delegato Brown intervenendo al podcast dell’ex pilota NASCAR Dale Earnhardt Jr. “Dale Jr. Download”, durante il quale ha ammesso di avere difficoltà a gestire due prime donne come Lando Norris e Oscar Piastri, entrambi desiderosi di emergere e avvicinarsi al leader della generale Verstappen.
A proposito del presunto favoritismo verso l’australiano, mentre in realtà è l’inglese ad essere ancora matematicamente in lotta per il Mondiale, l’imprenditore californiano ha detto: “Ci sono persone che bevono birra sul divano e pensano di poterti spiegare come si amministra una squadra“, ha attaccato sottolineando come avere a disposizione due corridori di alto livello renda tutto più complesso.
“Si cerca sempre di comportarsi in maniera equilibrata perché nessuno desidera fare il secondo“, ha concluso svelando che d’ora in avanti sarà il driver di Bristol a ricevere più attenzioni, ma solo finché la classifica gli darà una chance di sorpassare il campione in carica.
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