Il governo italiano ha deciso, posizione netta: Stellantis e l’Europa sono avvisati, si è mosso per arrivare a farlo quanto prima.
E’ un momento piuttosto delicato per l’industria delle automobili, non soltanto a livello italiano ma in tutta Europa. La transizione elettrica ha mischiato le carte e portato costi e difficoltà alle aziende, che si trovano costrette a navigare un mare sempre più movimentato e ricco di rivali. Su tutte le aziende cinesi, che possono beneficiare di sostegni statali e costi di produzione nettamente inferiori.
Il futuro, insomma, è incerto: da una parte diesel e benzina – in contrasto con la sostenibilità ambientale e le nuove normative, ma amate dagli automobilisti – dall’altro l’elettrico, spinto dal buon senso nei confronti dell’ambiente e dalla volontà delle istituzioni europee, ma visto ancora con perplessità da una buone fetta di pubblico e che fatica dal punto di vista della domanda. Nel mezzo le aziende, in difficoltà nel trovare la strada giusta per mantenere la propria posizione da protagonista.
In Italia il quadro è per molti versi ancora più complicato. I rapporti tra il governo italiano e Stellantis, maggiore produttore del nostro paese, hanno visto momenti di alta tensione negli ultimi mesi. Sotto accusa la scelta da parte del gruppo di spostare molte attività all’estero e la situazione di incertezza nel quale vertono gli stabilimenti italiani.
Stellantis, dal canto suo, assicura di continuare a puntare molto sull’Italia anche per il futuro, e difende la propria posizione ritenendo necessario trovare le migliori soluzioni al fine di abbattere i costi di produzione e garantire prezzi di listino bassi per i clienti al fine da poter competere con i modelli che arrivano dalla Cina.
Il punto di incontro, però, è indispensabile per garantire il futuro dell’industria italiana. Il governo ha manifestato a più riprese la volontà di raggiungere il milione di auto prodotte nel nostro paese. Un traguardo che non può ovviamente non vedere coinvolta Stellantis. “Penso che sia raggiungibile” ha detto il ministro Urso sul target fissato. Il ministro delle imprese e del Made in Italy ha confermato i dialoghi e i confronti con Stellantis per raggiungere l’obbiettivo, ma ha anche chiarito come per avere successo in questa sfida sia necessario il contributo di un secondo grande produttore nel nostro paese.
Non solo: l’Europa deve muoversi compatta verso una strategia comune sul fronte della sostenibilità. Il governo italiano, in questo senso, non ha nascosto un certo dissenso nella scelta dell’Unione Europea di voler fermare la produzione di auto a diesel e benzina entro il 2035. Il governo italiano, insomma, chiarisce in modo netto la sua posizione nei confronti di Stellantis e delle istituzioni europee.
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