Il cinque volte iridato, Jorge Lorenzo, ha affiancato e poi battuto Valentino Rossi nella sua esperienza in Yamaha. Ecco cosa è emerso sullo spagnolo.
Pochi piloti al mondo possono vantarsi di aver battuto Valentino Rossi a parità di moto. Jorge Lorenzo è stato colui che ha realmente fatto tremare il centauro di Tavullia, detronizzandolo e a tratti ridicolizzando. Le sue sconfitte amare le aveva subite, Gran Premio di Catalunya del 2009 in primis, ma poi il maiorchino rispose con cavalcate eroiche.
Lorenzo arrivò in MotoGP molto giovane, dopo aver fatto faville nelle classi minori, e aveva bisogno di fare esperienza. Debuttare al fianco di un mostro sacro come Valentino Rossi, ferito per la sconfitta del 2007 per mano di Casey Stoner, sarebbe stato difficile per tutti. L’australiano era riuscito a vincere con Ducati e aveva tutta l’intenzione di continuare la sua striscia di risultati positivi. Dall’altra parte del box non c’erano particolari rivali, ma tutti teammate comodi.
La Yamaha, invece, decise di creare un coppia che a un certo punto sarebbe scoppiata. Valentino Rossi non prese benissimo la scelta della Casa di Iwata, sentendosi surclassato dopo anni in cui aveva demolito gli acerrimi rivali della Honda. Senza particolari timori reverenziali, Jorge iniziò a vincere GP e poi mondiali, provando anche a copiare lo stile Rossi in qualche circostanza.
Oscar Haro, che conosce i meccanismi interni dei team giapponesi, ha condiviso la sua analisi su Lorenzo e Rossi in Yamaha sul canale YouTube di Nico Abad. “Non c’è nessuno più perfetto di Jorge Lorenzo nel guidare. Ma poi, quella personalità che Jorge non ha, lui voleva imitare Valentino. E va a fare le celebrazioni che fa Valentino e quasi annega [nel lago di Jerez] – ha annunciato Haro – Non aveva l’arte che aveva Valentino. È come Dani. Dani Pedrosa non può imitare Valentino, ma Dani è figo. Beh, tu sei Jorge Lorenzo e sei figo, amico”.
“È una rockstar. Jorge Lorenzo è una rockstar. Ed è un macho a cui piaceva dormire con lenzuola di seta. E non voleva svegliarsi con la sveglia. Dovevi andare in camera sua. Basta guardare l’ego di Jorge. E quanto in basso deve scendere per andare a svegliare l’altro [Viñales] ora. Con tutto il rispetto per Jorge Lorenzo, che è stato un pilota meraviglioso, penso che questa sia una sorta di strategia. Non torna”, ha analizzato Haro.
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