La Red Bull potrebbe avere un nuovo pilota il prossimo anno. La conferma ulteriore arriva da Christian Horner
Dopo quasi un mese di stop, finalmente, la Formula 1 torna in pista con il ricco weekend di Austin, in Texas, che prevede anche la Sprint Race in aggiunta al Gran Premio che si disputerà alle 21 ora italiana di domenica sera.
Due gare importantissime per entrambe le classifiche del Mondiale, entrambe ancora aperte a ogni verdetto quando mancano ancora sei gare (e due sprint race) alla fine del Mondiale, compre quelle di sabato e domenica prossima. C’è Max Verstappen al comando della graduatoria piloti con 52 punti di vantaggio da gestire su Norris. La McLaren, invece, è avanti in quella costruttori con un divario di 41 punti sulla Red Bull che ha perso il primato, a settembre, dopo averlo detenuto per 55 GP di fila.
Un avvicendamento quello con la McLaren in vetta alla classifica dovuto principalmente al pessimo rendimento di Sergio Perez. Dallo scorso maggio, dal GP di Miami, il pilota messicano non è riuscito più a classificarsi tra i primi cinque. Uno score inaccettabile per la Red Bull che ha pensato a un suo licenziamento a stagione in corso, nonostante il recente rinnovo biennale.
Alla fine, la Red Bull ha deciso di tenere il messicano, il cui futuro resta alquanto in bilico. Lo ha confermato Christian Horner in un intervento al podcast F1 Nations. Il team principal osserverà con molta attenzione quanto avverrà nel finale di stagione in casa Racing Bulls, la scuderia satellite della Red Bull che, da Austin, schiererà Liam Lawson in sostituzione di Daniel Ricciardo.
Il pilota neozelandese, prodotto dell’Academy Red Bull, affiancherà Yuki Tsunoda. Un duello tra compagni di squadra dal quale, per Horner, potrebbe scaturire il futuro secondo pilota della RB al fianco di Verstappen.
“Con sei gare ancora a disposizione, era un’occasione perfetta schierare Liam al posto di Yuki e valutare i risultati nei GP restanti. E’ una cosa che va oltre la Racing Bulls e che riguarda anche la Red Bull“, questa l’anticipazione di Horner che confida comunque in una ripresa di Sergio Perez e spera che il messicano possa ritrovare lo stato di forma che aveva inizio anno prima di un black out che dura da tanto, troppo tempo.
Il finale del suo intervento è, tuttavia, un altro avvertimento per Checo. “In questo ambiente sappiamo però che già due settimane sono un periodo piuttosto lungo“, queste le dichiarazioni sibilline del team principal che lascia presagire come ogni ipotesi resta aperta già per il prossimo Mondiale. Perez ha ancora il destino nelle sue mani nella consapevolezza però che un eventuale ribaltone non è affatto da escludere.
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