Il Governo nuovamente all’attacco: nel mirino sono finite le targhe, ora bisogna cambiare
Il Governo Meloni, negli ultimi mesi, si è dedicato con particolare attenzione al mondo dell’automotive. Basti pensare che lo scorso mese è entrato in vigore il nuovo Codice della strada, voluto fortemente dal Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Una nuova regolamentazione su cui hanno lavorato alacremente al MIT con la supervisione del Premier.
E dall’entrata in vigore dello stesso, c’è stato un vero e proprio giro di vite: multe salatissime e ritiri delle patenti per le infrazioni più gravi, tra queste la guida utilizzando lo smartphone oppure la guida sotto l’effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti.
Insomma, tempi durissimi per chi era abituato a trasgredire alle leggi: stavolta si fa sul serio e sono già tantissime le sanzioni applicate dalle forze dell’ordine nell’ultimo mese. Il nuovo Codice della strada, però, ha avuto anche una funzione massiccia di deterrenza: sono infatti calati i numeri per quanto riguarda il consumo di alcol nei locali, segnale evidente di come un po’ di timore vi sia eccome negli automobilisti.
Il Governo, però, ha deciso di andare oltre ed ha spostato il mirino su un’altra usanza sempre più frequente in Italia, quella delle targhe straniere, relative a Paesi UE. Anche in questo caso, arriva un nuovo giro di vite: basta alle targhe straniere. Un modo per evitare evasioni fiscali e pagare un costo più basso dell’assicurazione ma anche per costringere gli automobilisti a non infrangere più le regole evitando magari le sanzioni.
In Italia circolano circa 40 milioni di auto e ben 53mila hanno la targa straniera, con una prevalenza di targhe bulgare e polacche. Ebbene, il nuovo Codice della Strada è chiarissimo a tal riguardo: il Governo Meloni ha posto un freno a questo dilagare sempre più massiccio.
L’obbligo nel nuovo Codice della strada indica un periodo massimo di tre mesi di circolazione sul suolo italiano prima che scatti l’obbligo della reimmatricolazione con una targa italiana, assicurando quindi la vettura nel nostro Paese. Un bel colpo per chi utilizza ormai da anni questo escamotage per trarre benefici ampi e disparati.
Ovviamente il tempo dei furbetti è finito: si cambia registro anche in questo e le sanzioni saranno severe per chi non adempierà a quest’obbligo.
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