Problemi in casa Stellantis per un richiamo che coinvolge due modelli molto diffusi. Finalmente ci sono novità importanti in merito
I problemi nel mercato automobilistico sono sempre in agguato. E portano spesso pubblicità decisamente indesiderata. Basterebbe chiedere a Tesla che, negli anni, ha avuto numerosi richiami delle sue auto, tutti molto “pubblicizzati”, anche perché spesso riguardavano problemi abbastanza gravi, considerando pure il costo dei modelli coinvolti.
Dopo Tesla, ora è Stellantis a finire nella bufera. A maggio infatti è arrivato l’avviso ufficiale che ci sono ben 600.000 tra Citroen C3 e DS3 in tutta Europa, prodotte tra il 2009 e il 2019, che possono avere dei problemi agli airbag.
Prodotti dall’azienda Takata, che ha dichiarato bancarotta ormai diversi anni fa, questi dispositivi di sicurezza potrebbero avere un problema e quindi non aprirsi adeguatamente in caso di incidente, rilasciando parti metalliche che potrebbero impattare sugli occupanti. Per questo si è deciso di richiamare le vetture e di intimare ai proprietari di evitare la guida fino al momento della risoluzione del guasto.
Il problema è che mancano i pezzi di ricambio per tutte queste vetture e il fatto di non poter guidare le auto fino al momento della risoluzione effettiva del problema è una bella grana. Tanto che nella vicenda sono entrate anche diverse associazioni dei consumatori come l’Adiconsum che ha chiesto a Stellantis di “convocare un tavolo con le Associazioni dei Consumatori del CNCU per individuare urgenti e necessarie soluzioni”.
Un richiamo questo però che ha allertato anche la Federconsumatori che ha richiesto un incontro urgente con le case automobilistiche coinvolte nel caso degli airbag difettosi per capire se ci sono anche altre vetture, oltre a quelle prodotte da Citroen e DS Automobiles, coinvolte. Sono emerse indiscrezioni, infatti, anche su altri top brand senza però conferme ufficiali al momento.
Sono in arrivo comunque buone notizie da Stellantis. Nello specifico, pare che l’azienda abbia iniziato a consegnare le prime auto sostitutive ai clienti, o almeno lo afferma Automobile Magazine. Un tentativo di limitare il problema ma che non riuscirà a risolverlo completamente, considerato l’ingente numero di veicoli sottoposti a richiamo e l’esigua quantità di auto di cortesia disponibili.
Il rischio è che molti rimangano a piedi nell’attesa dei lavori sulle vetture senza una soluzione di mobilità immediata. Una grana enorme per il Gruppo, destinata a durare a lungo.
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