I maxi richiami mettono in crisi le aziende e ora migliaia di italiani stanno per ricevere delle lettere.
Non è di certo un periodo facilissimo quello attuale per il mondo dei motori, considerando come vi siano dei grossi cambiamenti all’orizzonte e soprattutto si stia cercando di rinnovarsi sempre di più. Questo comporta anche la necessità di essere sempre competitivi sul mercato e offrire al cliente quello che è il maggior servizio possibile.
Naturalmente la speranza è sempre quella di avere tra le mani un’auto che non comporti mai il minimo problema tecnico, ma si sa che questo non sempre è controllabile. Diventa importante dunque mettersi nelle condizioni di offrire anche quello che è un servizio gratuito di assistenza nel caso in cui fossero registrate delle problematiche di vario genere.
Stellantis negli ultimi mesi ha dovuto fare i conti in varie occasioni con il dramma dei maxi richiami e ancora una volta ci sono le condizioni per attuare questa pratica. Il tutto è causato da un motore che ha fatto la storia per molti marchi, con questo che era una progettazione storica del precedente colosso PSA, ma ora è comunque tutto a carico del Gruppo italo francese.
Ancora una volta è tempo di dover fare i conti con la pratica del maxi richiamo da parte dei grandi colossi e lo si vede con il caso recente di Stellantis. Il maxi Gruppo italo francese infatti si trova nelle condizioni di mandare delle lettere ufficiali per il richiamo di diverse sue vetture, con queste che sono progettate tra il 2017 e il 2023.
Sono diversi i marchi che sono coinvolti, partendo dalla Peugeot, per poi passare alla Citroen, senza dimenticare la Opel, la Ds e anche la Fiat. A essere incriminato in questo caso è il motore a gasolio 1.5 BlueHDi, con questi che presenterebbe delle problematiche per quanto riguarda la catena di distribuzione.
Prima di tutto, anche per fare in modo che i clienti possano riconoscere un possibile problema, vi sarà un sensibile aumento del rumore durante il funzionamento del motore. Ci sono però anche i casi più gravi nei quali si rischia seriamente di arrivare alla rottura della catena di distribuzione. Stellantis dunque ora ha inviato già le prime lettere ai clienti che possono essere coinvolti, in modo tale da poter risolvere la questione legata a questi propulsori.
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