Stellantis, arriva la brutta notizia: è un vero colpo di grazie per tutto il settore. Ecco che cosa sta succedendo.
La decisione di Donald Trump di imporre i dazi sulle merci prodotte all’esterno degli Stati Uniti è un vero terremoto per l’economia internazionale. La guerra commerciale non ha risvolti e tensioni solo dal punto di vista politico e governativo, ma ricade anche e soprattutto sulle aziende che si trovano ad affrontare una situazione di estrema difficoltà e delicatezza.
Anche, e per molti versi soprattutto, l’industria dei motori è stata ovviamente colpita da questo tornado che sta causando effetti disastrosi non solo dal punto di vista delle valutazioni e della borsa, ma anche dal punto di vista organizzativo per le aziende. Tutte le dirigenze sono impegnate nel cercare di capire come gestire la situazione in un mercato, quello statunitense, che è ovviamente fondamentale e profondamente startegico per le case automobilistiche.
Sono già arrivate le prime risposte alla decisione di Trump, e tra coloro che ha già attuato le prime mosse per contrastare l’effetto dei dazi c’è anche Stellantis, le notizie purtroppo non sono delle più positive per i clienti e per i lavoratori dell’azienda.
Stellantis ha infatti comunicato di avere avviato oltre 330 licenziamenti temporanei a partire dalle prossime settimane. I tagli riguarderanno la zona di Detroit, ed in particolare circa 170 posti di lavoro nello stabilimento Warren Stamping e altri 160 a Sterling Stamping.
La decisione, come detto, è da attribuire ai nuovi dazi e alla sospensione della produzione nelle fabbriche destinate all’assemblaggio in Canada e in Messico, colpiti dal 25% di tasse imposto da Trump. La situazione sembra tutt’altro che semplice, sembrano infatti essere in previsione altri licenziamenti, proprio a casa delle difficoltà sulle nuove politiche e sulla carenza di componenti e sulle difficoltà di commercio e relazioni tra le diverse strutture delle aziende che queste hanno causato.
La situazione ha ovviamente allarmato e preoccupato sindacati e lavoratori, che hanno lamentato la grande incertezza del momento e chiedono tutele augurandosi che che in tempi brevi si possa trovare una soluzione. Di certo, la decisione del presidente statunitense è destinata a fare discutere, e le aziende sono in prima linea per cercare di capire quali potranno essere i potenziali risvolti futuri. Per un’industria delle automobili già in difficoltà visti gli alti costi della transizione elettrica e la concorrenza dalla Cina, questa rischia di essere la mazzata definitiva.
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