Il colosso dei motori finisce in tribunale: previsti molti licenziamenti, è un vero e proprio terremoto
Il mondo dei motori sta attraversando una crisi quasi senza precedenti. Gli ingenti costi per quanto riguarda la transizione ecologica, con l’elettrico che sta prendendo sempre più il sopravvento non sono stati assorbiti dagli incassi, considerato come al momento c’è stata una risposta tiepida da parte degli automobilisi in questo campo.
Ed il motivo è semplice: al momento le auto full electric costano davvero troppo rispetto a quelle alimentate a benzina. E così molti marchi sono andati in grande difficoltà. Basti pensare che un colosso come la Volkswagen stia attraversando una crisi di ampia portata tale da dover chiudere ben tre stabilimenti, con 15mila dipendenti a rischio liceniamento.
E stesso dicasi anche della Stellantis, con la produzione che sta accusando un crollo dei volumi con gli stabilimenti di Mirafiori, Melfi e Pomigliano in difficoltà con numeri in forte calo ed uan situazione generale che non sembra volgere al meglio, anzi.
Non è migliore la situazione per quanto riguarda il mondo delle due ruote, anzi. Nella giornata di venerdì scorso parte del gruppo Pierer Mobility, insieme a KTM, Gas gas, MV Agusta ed Husqvarna, ha richiesto al tribunale l’avviamento della procedura di ristrutturazione in auto-amministrazione come previsto dalla normativa austriaca.
Questa soluzione dovrebbe evitare il fallimento dell’azienda: si punta entro 90 giorni a trovare un accordo con i creditori al fine di organizzare un piano di riorganizzazione che consenta al marchio di uscire dalla crisi. “Una delle sfide più grandi della nostra storia“, così l’ha definita Pierer, il Ceo del gruppo deciso però a voler costruire per KTM un futuro solido.
La situazione di KTM è decisamente complessa: nell’ultimo anno la situazione finanziaria è peggiorata in modo drammatico con una perdita del 90% del valore azionario ed un debito crescente accumulato fino alla cifra di 250 milioni di euro su tre creditori.
Per il 2024 le perdite stimate sono superiori ai 900 milioni di euro. Il motivo principale è da incentrare in una sovraproduzione di circa mille moto al giorno con la conseguenza di molte scorte invendute rimaste nei piazzali. La strategia prevede una progressiva riduzione delle scorte che porterà ad un taglio tra il 2025 ed il 2026 superiore al miliardo.
Tra le misure previste una riduzione significativa del personale, dai 300 ai 5.000 dipendenti, una profonda revisione dei costi fissi ed una svalutazione di beni. La produzione negli stabilimenti austriaci si fermerà menter, in virtù della collaborazione con Bajaj, questa continuerà negli stabilimenti presenti in Cina ed India.
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