A Montecarlo si può ancora fumare

L’avrete notato certamente

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    A Montecarlo si può ancora fumare

    L’avrete notato certamente. Nell’ultimo GP di Monaco compariva ancora, come una bestia in via d’estinzione, un marchio di uno sponsor tabaccaio.

    La Marlboro faceva sfoggio del suo celebre logo sulla Rossa di Maranello che, approfittando dell’occasione, sfoggiava pure una nuova livrea.

    Sarà stato un caso? O sarà stata l’occasione giusta per prendere due piccioni con una fava?

    Rendere la Ferrari un po’ più color mattone agli occhi di 50/100 mila persone ogni due settimane ma, però, farla diventare di un rosso sgargiante agli occhi dei miliardi di telespettatori del mondo è sicuramente una manovra furba.

    Diventa geniale se, poi, pensiamo che tutte le foto di rito e le immagini che hanno fatto il giro del mondo sono state scattate a Montecarlo.

    Tra le tappe del Circus, infatti, il Principato resta Uno dei pochi posti al mondo dove le bestie tabaccaie non vengono ancora cacciate.

    Insomma, quale miglior occasione per far fare il giro del mondo al marchio delle sigarette, normalmente trasformato in un criptico (neanche troppo) codice a barrre?

    Il logo dell’azienda che ti vende una probabile morte prematura in cambio di un piccolo sollievo momentaneo lo si era visto anche in Bahrain e lo rivedremo anche, solo, in Cina.

    Secondo il colosso americano, comunque, la gente ha talmente legato il suo nome anche a quel codice a barre che non c’è differenza se effettivamente ci sia scritto o meno sulla Ferrari.

    Gli studi che hanno fatto saranno stati sicuramente molto accurati, dato che il giochino viene a costare, secondo alcune stime, 100 milioni di dollari all’anno. Per cautelarsi da un improvviso calo d’immagine, comunque, la Marlboro pare abbia firmato un accordo con la Ferrari che prevede, in caso di un rientro d’immagine insufficiente, la vendita del suo spazio pubblicitario ad altre aziende.