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curiosità

Attenti al posto di blocco: la risposta che può salvarti la patente

Pubblicato da
Keivan Karimi

Ecco come replicare in caso di posto di blocco a cui siete costretti a fermarvi. Una risposta che serve ad evitare i sospetti.

Il posto di blocco dei vigili urbani o delle forze dell’ordine in generale, posto in strada per automobilisti o motociclisti, mette sempre molta ansia. Anche senza una motivazione precisa, però l’idea di essere fermati ed interrogati mentre si è alla guida è sempre poco piacevole. Che sia per il tempo che vi farà perdere lo stop o per qualche errore commesso su strada, si tratta di una situazione in cui in pochi si sentono a proprio agio.

Solitamente tali posti di blocco sono piazzati in alcune delle strade cittadine o extra-urbane di maggiore percorrenza. Oppure in coincidenza di quartieri dove la movida è molto nota, magari i venerdì o sabato sera per evitare la sosta selvaggia oppure la guida in stato di ebrezza. Insomma, una cautela doverosa che però fa salire l’ansia e la preoccupazione anche a quegli automobilisti senza macchia né colpe.

A far paura sono soprattutto le sanzioni che possono scaturire dopo un controllo delle forze di polizia su strada, le quali possono incolpare l’automobilista di qualche infrazione o difetto della vettura. Il che farebbe scattare multe di varia entità, non certo la cosa più piacevole per chi guida.

Ansia da posto di blocco? Regola numero uno: mantenere la calma

Vi sono dei piccoli e semplici consigli da seguire per evitare che il fatto di essere fermati dalla polizia ad un posto di blocco vi faccia scatenare il panico, soprattutto se siete sicuri di non aver fatto nulla di male. Innanzitutto la prima regola è mantenere la calma e seguire tutte le disposizioni che gli agenti vi chiederanno di attuare.

Ansia da posto di blocco? Regola numero uno: mantenere la calma (Ansa) – Derapate.allaguida.it

Dunque fermarsi sempre una volta segnalato lo stop dalla polizia con la consueta paletta d’ordinanza, senza tentare ovviamente fughe di alcun genere. Poi accostarsi, spegnere il veicolo e restare seduti in auto con la cintura allacciata, fornendo agli agenti i documenti necessari per il controllo più comune (patente e libretto di circolazione).

Una domanda che potrebbe mettere in difficoltà il conducente, posta dagli agenti di polizia, è la seguente:Lo sa perché l’abbiamo fermata, vero?”. Una sorta di intenzione a confessare la propria eventuale colpevolezza per infrazione stradale. Il consiglio è quello di non rispondere in maniera affermativa, così da far scattare senza dubbio alcuno una sanzione a vostro carico.

Secondo gli avvocati che si occupano di normativa stradale, è sempre meglio tergiversare, replicando con un semplice “No” oppure “Preferirei non dirlo”, così da non essere rei confessi e permettere agli agenti di informare formalmente sull’eventuale colpevolezza. Mantenere calma e sangue freddo è sempre la scelta migliore.

Keivan Karimi

Nato a Roma nel 1987, con origini iraniane, giornalista pubblicista iscritto all'ODG del Lazio dal 2015. Sono un appassionato di sport, cinema e motori, amo scrivere di ogni ambito e la parola COMUNICAZIONE è un mantra. Tifoso romanista e di qualsiasi atleta azzurro, non c'è impegno migliore che raccontare un'emozione.

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