BI-CAMPIONI DEL MONDO

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    BI-CAMPIONI DEL MONDO

    Eccoci all’epilogo.

    Alonso è il campione del mondo 2006 per la seconda volta in carriera e seconda volta consecutiva.

    Assieme a lui, la Renault.

    Nella prima parte della stagione lo spagnolo è il vero mattatore del campionato. 84 punti su 90 disponibili nelle prime 9 gare. Un qualcosa di impressionante. Il campionato si considera già finito.

    Dietro non c’è nessuno tranne Schumi, talvolta sprecone, ed una Ferrari che a parte i problemi di motore nelle prime gare, non sembra comunque forte quanto la Renault (tranne al Nurburgring ed in parte Imola). Non c’è Massa, ancora non maturo. Non ci sono e non ci saranno mai né McLaren Honda attese come outsider in inverno.

    La Svolta arriva ad Indy 7 soli giorni dopo la batosta del Canada. Negli USA nel 2005 arrivò l’unica vittoria dell’anno (se così si può chiamare). Anche con i rivali in pista, però, nel 2006 le rosse sono imprendibili e, contemporaneamente, la Renault diventa irriconoscibile.

    3 vittorie consecutive del tedesco, rintuzzate solo da un secondo posto di Alonso in Francia accendono un lumicino che prende sempre più corpo. Nel frattempo la calda estate è infuocata dalle polemiche. La prima è sul mass damper. Non fa in tempo a spegnersi il suo eco con la decisione finale della FIA che arriva la seconda: tra Hungaroring e Monza i commissari infliggono discutibili penalizzazioni in griglia che colpiscono due volte Alonso ed una volta Schumacher (ma per lui è la seconda dopo quella di Monaco).

    Ancora non lo sappiamo ma, di lì a poco, si passerà dal campionato delle polemiche a quello dei colpi di scena.

    In Ungheria il primo atto: torna la pioggia e succede di tutto. Alla fine Alonso si ritira per un bullone montato male mentre Schumi si prende un ottavo posto nonostante non tagli il traguardo per un contatto a pochi giri dalla fine. In Turchia una safety car consente ad Alonso di infilarsi inaspettatamente tra il tedesco e Massa regalando la vittoria al brasiliano (in forte crescita) ed interrompendo la rimonta di Schumacher già pronto a farsi dare strada dal paulista.

    A Monza Schumi annuncia l’addio ed Alonso si ritira. Un 10 a zero che riapre definitivamente la lotta che a questo punto assume un sapore da ultima sfida. Continuano le sorprese in Cina con Schumacher che va a vincere dopo una qualifica disastrosa causa gomme inadatte al bagnato. Discorso opposto a Suzuka con la Ferrari che domina e sembra ormai lanciata verso la doppietta in gara e nel mondiale. Ma il motore molla il tedesco e la storia è di nuovo da riscrivere. Un 10 a zero che chiude il mondiale.

    In Brasile si conclude la stagione. Non c’erano speranze reali. Nonostante ciò la Ferrari aveva alla portata il titolo costruttori che però sfugge sempre per colpa della sorte. Ancora lei.

    Per cui: Alonso e Renault campioni del mondo per la seconda volta consecutiva. Questo è quello che resterà negli albi.

    Quello che resterà nella nostra memoria è leggermente diverso.

    Chiunque dei due avesse vinto, avrebbe meritato. E’ stata una grandissima lotta. Una sfida tra due campioni che, mentre siamo qui a finire di gustarcela, già ci lascia l’amaro in bocca al solo pensiero che non ce ne saranno altre. Al solo pensiero che uno dei due ha detto “ciao” nonostante abbia dimostrato di essere ancora più che degno del suo rivale.