Concessionarie multimarche: pro, contro e perché stanno crescendo in Italia

Il mercato automobilistico italiano sta cambiando forma. Le concessionarie multimarche conquistano quote crescenti, trasformando il modo in cui gli italiani comprano auto.

Cosa sono le concessionarie multimarche e come funzionano

Le concessionarie multimarche vendono veicoli di marchi diversi sotto lo stesso tetto, senza vincoli contrattuali con singole case automobilistiche. A differenza dei dealer monomarca legati a un produttore specifico, questi operatori selezionano auto usate e a km zero da diverse fonti: permute, aste, società di noleggio, flotte aziendali. Realtà come BYmyCAR hanno costruito reti nazionali che offrono migliaia di veicoli multimarca, con servizi standardizzati di garanzia, finanziamento e assistenza post-vendita che replicano gli standard dei concessionari ufficiali.

Il modello si basa su volume e rotazione. Mentre un concessionario Ford vende solo Ford, una concessionaria multimarche può proporre Volkswagen, Peugeot, Toyota e BMW contemporaneamente, moltiplicando le occasioni di vendita. L’acquirente trova sotto un unico tetto auto di segmenti, prezzi e marchi diversi, confrontando direttamente modelli che altrimenti richiederebbero visite a più punti vendita.

I vantaggi concreti per chi compra

  • Scelta più ampia. Un acquirente interessato a un SUV compatto da 20.000 euro può confrontare Peugeot 2008, Nissan Qashqai e Volkswagen T-Cross nello stesso pomeriggio, valutando dotazioni, chilometraggio e condizioni reali senza spostarsi.
  • Prezzi competitivi. La concorrenza interna tra marchi spinge verso listini più aggressivi. Le multimarche acquistano grandi volumi da aste e noleggi, ottenendo margini che permettono flessibilità sul prezzo finale. La trasparenza online ha alzato l’asticella: molte piattaforme pubblicano prezzi fissi, riducendo le contrattazioni estenuanti tipiche del passato.
  • Garanzie standardizzate. Le principali catene offrono garanzie di 12-24 mesi anche sull’usato, con pacchetti assicurativi opzionali contro guasti meccanici. Alcune coprono il cambio gomme o la prima manutenzione, servizi che livellano il gap percepito rispetto ai dealer ufficiali.
  • Finanziamenti diretti. Accordi con banche e società finanziarie permettono di chiudere l’acquisto in sede, con tassi comparabili o migliori rispetto ai prestiti personali tradizionali.

Gli svantaggi da considerare

Le multimarche lavorano prevalentemente sull’usato e il km zero, con offerte limitate sul nuovo. Chi cerca l’ultimo modello appena uscito dovrà rivolgersi altrove. La provenienza dei veicoli va verificata: ex noleggio o ex flotta aziendale significa spesso chilometraggi elevati in poco tempo e utilizzo intensivo.

L’assistenza post-vendita resta un punto critico. Senza rete di officine proprietarie, molte multimarche si appoggiano a officine convenzionate esterne per tagliandi e riparazioni. La qualità del servizio varia, e la mancanza di specializzazione su un singolo marchio può rallentare diagnosi e interventi complessi.

Perché crescono proprio ora in Italia

Il calo del potere d’acquisto ha spostato la domanda verso usato e km zero di qualità. Le multimarche intercettano questa fascia, offrendo veicoli recenti (1-3 anni) a prezzi inferiori del 20-30% rispetto al nuovo, con garanzie che rassicurano. Secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’età media del parco circolante italiano supera i 12 anni, creando domanda di ricambio accessibile.

La digitalizzazione ha accelerato il processo. Piattaforme online mostrano stock in tempo reale, foto dettagliate, report storici, permettendo ricerche mirate prima della visita fisica. Il modello multimarche risponde a un mercato più maturo, pragmatico, meno legato alla fedeltà di marca. Gli italiani oggi confrontano, valutano, scelgono in base a convenienza e servizio.

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