Crisi senza fine per Volkswagen, si fa avanti l’ombra della chiusura definitiva: scatta l’allarme tra i lavoratori.
Volkswagen non ha nascosto di stare vivendo un periodo particolarmente delicato della sua storia e decisivo per il futuro dell’azienda. A complicare le cose per l’azienda tedesca sono stati anche in tanti investimenti fatti sull’elettrico. Volkswagen aveva già iniziato un percorso di conversione del proprio listino verso i modelli a zero emissioni. La domanda su questo tipo di modelli però non ha avuto la crescita pronosticata e sperata sino a qualche anno fa, e vive oggi un periodo di stallo. Senza considerare il momento non esaltante in generale del mondo delle automobili: a prescindere dal segmento infatti la maggioranza dei costruttori sta registrando dati di vendita inferiori a quelle dello scorso anno.
Tutta questa situazione ha causato problemi piuttosto importanti e mandando in difficoltà persino un colosso blasonato come Volkswagen, da decenni uno dei marchi più apprezzati del panorama internazionale. L’azienda sta dunque cercando di rivedere i piani in corsa e rimettere in sesto la situazione ottimizzando quanto più possibile le risorse, e i primi risultati in tal senso si sono già visti con un miglioramento della situazione. Questo ovviamente ha comportato diverse decisioni difficili, che hanno allarmato i tanti lavoratori dell’azienda. Le ultime notizie in tal senso non rassicurano e un nuovo provvedimento drastico è in vista.
Il direttore finanziario di Volkswagen Arno Antlitz qualche settimana fa ha allarmato tutti dando all’azienda due anni di tempo per invertire la tendenza, in caso contrario si andrebbe incontro ad un vero e proprio collasso. Ogni decisione in questa fase è quanto mai importante per il futuro del brand, e secondo quanto riportato dalla rivista tedesca Manager Magazin sarebbe già in piedi un piano che permetterebbe all’azienda di risparmiare 20 miliardi di euro e abbassare i costi dei prossimi 5 anni da 180 miliardi a 160 miliardi. L’azienda come detto è orientata prima di tutto a riportare in equilibrio il rapporto tra investimenti e ricavati.
Nel tagli rientrerebbe anche la piattaforma elettrica MEB, che sarebbe dovuta essere potenziata alla versione MEB+, ma l’azienda ha deciso di saltare direttamente alla nuova piattaforma SSP nel 2028 e annullare questo progetto intermedio. Questa decisione, però, rischia di costare molto ai lavoratori: porterebbe infatti ad un taglio nel reparto ricerca e sviluppo che metterebbe a rischio il posto di lavoro di una cifra che va dai 4.000 a 6.000 dipendenti.
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