Ducati: la Desmosedici non è più indomabile

La Ducati Desmosedici si è creata negli anni la fama di moto “tosta”, difficile da guidare e da spingere al limite: sono infatti in molti ad essere convinti che l'unico che riesce a gestirla adeguatamente sia l'australiano Casey Stoner, vincitore il campionato del mondo nel 2007, secondo nel 2008 e sempre tra i primi nel 2009

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    La Ducati Desmosedici si è creata negli anni la fama di moto “tosta”, difficile da guidare e da spingere al limite: sono infatti in molti ad essere convinti che l’unico che riesce a gestirla adeguatamente sia l’australiano Casey Stoner, vincitore il campionato del mondo nel 2007, secondo nel 2008 e sempre tra i primi nel 2009.

    Ma Juan Martinez, l’ingegnere arrivato in Ducati per supportare Nicky Hayden, ha affermato che la Desmo16 non è più una moto “indomabile” e che la GP9 è perfettamente in grado di portare i suoi rider alla vittoria nel campionato mondiale MotoGP.

    La Ducati non è indomabile. All’inizio della stagione poteva sembrare una moto molto critica da utilizzare in termini di guida, ma è cambiata e l’hanno dimostrato sia Hayden e Aleix Espargaro. La GP9 è più gestibile rispetto a prima e se vince le gare vuol dire che non è male.

    Juan Martinez è sicuro di quello che dice: la Desmosedici resta forse una moto difficile da guidare, ma è inesatto definirla ancora “indomabile”, anche grazie all’assistenza fornita da Casey Stoner: “Stoner è l’unico che è diventato campione con questo marchio ed è in grado di leggere le sensazioni offerte da questa moto, quindi il suo aiuto è stato molto utile per noi,” ha dichiarato l’ingegnere, “Nella nostra squadra non ci sono muri come in altre ed entrambi i piloti sono stati molto coinvolti. Nicky Hayden ha bisogno di provare molto più degli altri per ottenere il meglio da se stesso.

    Martinez ha anche affermato che Valentino Rossi (col quale ha anche lavorato in passato) potrebbe tranquillamente pilotare la D16 poiché “è bravo con qualsiasi moto, un camaleonte.