Eni continua nel proprio periodo di cambiamento e ora c’è una vendita agli USA.
Sono degli anni sicuramente molto complessi per quanto riguarda il mondo del mercato internazionale, soprattutto per ciò che concerne tutto ciò che è energia. Poco importa che si parli di gas o di luce, al giorno d’oggi si sta guardando con sempre maggiore interesse questa tematica, in modo tale da poter virare sempre di più su di una situazione che possa diventare sostenibile.
Eni inoltre è sicuramente uno dei principali colossi e orgogli dell’Italia industriale, per questo motivo è bene fare in modo che possa essere tutelata il più possibile. Intanto dagli USA però giungono delle notizie che fanno sicuramente molto discutere, tanto è vero che si sta arrivando verso una dolorosa cessione.
L’accordo ormai è raggiunto e sono molti coloro che stanno cercando di vederci chiaro. Al centro della trattativa vi è Plenitude, con questa che è la società che è parte integrante di Eni e che si occupa della fornitura di luce e di gas. Un accordo dunque che può diventare strategico e che potrebbe non fermarsi solo al primo impatto economico, con questo che sicuramente ha giocato un ruolo di primaria importanza.
Arriva l’annuncio dunque della vendita del 20% delle quote di Plenitude da parte di Eni alla Ares Management. Siamo di fronte in questo caso a una società d’investimento statunitense, con questa che ha pagato il quinto che ha rilevato la bellezza di ben 2 miliardi di euro, ma d’altronde stiamo pur sempre parlando di uno dei più grandi colossi energetici al mondo.
L’intento da parte di Eni è quello di far sì che si possa elevare il modello satellitare dell’azienda, ovvero fare sì che le varie aziende satellite possano essere quanto più indipendenti possibili dalla Eni stesa. Infatti non si tratta della prima cessione da parte di Plenitude, considerando come nel recente passato Eni avesse già annunciato la vendita del 10% delle quote al fondo svizzero Energy Infrastructure Partners.
Rimane comunque ben chiaro come Eni sia sempre il socio di maggioranza della Plenitude, dunque queste cessioni sono legate soprattutto alla necessità di variare di arricchire il portafoglio aziendale. Siamo pur sempre di fronte a una società che ha modo di lavorare in oltre 15 Paesi con oltre 10 milioni di clienti, davvero niente male, con il legame con il fondo statunitense che può essere stetegico per entrambe le parti.
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