F1, Alonso svela i motivi della rimonta Ferrari

Formula 1: Fernando Alonso, tornato dalla Corea con in tasca un bel successo ed il primato in classifica piloti, parla del segreto della crescita della Ferrari

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    F1, Alonso svela i motivi della rimonta Ferrari

    Fernando Alonso ama nascondersi e fare pretattica. Il pilota Ferrari, però, è schietto e sincero quando racconta la sua strategia per vincere il titolo mondiale 2010 di Formula 1. Quello che va ripetendo da settimane è che per raggiungere il proprio obiettivo deve concludere le gare arrivando sul podio e approfittare degli errori altrui. Il copione fino ad oggi è stato rispettato alla perfezione. Tant’è che Alonso ha raggiunto la vetta della classifica addirittura con due gare d’anticipo sulle previsioni.

    FERNANDO ALONSO. Tornato da Yeongam con la coppa più grande, Alonso si gode i pochi giorni di relax prima dell’infernale doppia trasferta di Interlagos e Abu Dhabi. In 8 giorni dovrà correre due Gran Premi. Gli ultimi due della stagione 2010. Entrambi decisivi. La prima preoccupazione del pilota Ferrari è quella di rifare nuovamente i conti. “Sono tornato al comando della classifica del campionato, da cui mancavo dalla gara in Australia - scrive sul blog personale ospitato dal sito ufficiale della Ferrari - Peraltro, sappiamo che con questo sistema di punteggio basta una gara a ribaltare la situazione. Comunque, sempre meglio essere davanti che dietro! Le cifre della seconda parte della stagione sono significative – 133 punti in sette gare, 90 nelle ultime quattro – e viene da pensare che sarebbe stato bello iniziare la stagione a Hockenheim”. L’asso di Oviedo spiega che alla Ferrari non è mancata la performance neppure nella prima parte della stagione. La differenza tra il pre ed il post GP di Germania sta nell’aver trovato costanza di risultati e non essere più incappati in weekend storti. “Non è che sia cambiato qualcosa di speciale nel nostro modo di lavorare: è solo che siamo riusciti a inanellare una serie di weekend positivi dall’inizio alla fine mentre prima, qualche volta e per vari motivi, non era stato così - ha aggiunto Alonso - Ci era mancata quella costanza di risultati che poi è arrivata. La macchina era sempre stata abbastanza competitiva, con differenze da circuito a circuito, come peraltro è avvenuto anche in seguito: certo, abbiamo migliorato molto il livello della prestazione in questi ultimi tre mesi.

    GP BRASILE F1. Non c’è niente di peggio dal punto di vista psicologico che presentarsi in Brasile come pilota al comando della classifica mondiale di F1. La gara di Interlagos è una di quelle dove c’è tutto da perdere. Mille sono le insidie. Mille sono gli imprevisti che si manifestano specialmente sotto forma di condizioni meteo estremamente variabili. Per maggiori info, chiedere a Lewis Hamilton. Alonso, comunque, va oltre e, parlando dell’evento della prossima settimana, entra più nel tecnico:“Il tempo sul giro è piuttosto corto, quindi ci potremo aspettare distacchi più contenuti del solito: ciò significa che ogni piccola sbavatura conterà ancora di più perché basteranno uno o due decimi per avere sette o otto macchine dietro o davanti. Bisognerà essere perfetti”.

    F1 2010. 5 piloti in lizza per il titolo. Anche secondo Alonso, Jenson Button è spacciato. Non tanto per un discorso matematico. Quanto per uno logico. Avendo quattro piloti davanti, è praticamente impossibile che tutti e quattro abbiano dei problemi nelle prossime due gare. Il pilota Ferrari ha vinto entrambi i titoli piloti del 2005 e 2006 ad Interlagos. Stavolta non ci spera:“Non voglio in alcun modo pensare che la storia possa ripetersi per la terza volta: so che esiste una teorica possibilità ma per me non conta. L’ho detto sempre e lo ripeto ancora una volta: i conti li faremo ad Abu Dhabi”.