I risultati di vendita sono una cartina tornasole del gradimento dei consumatori, vale anche per un modello iconico come la Fiat 500.
Ogni azienda fa dei piani a medio e lungo termine, specialmente nel periodo che precede il lancio sul mercato di un modello, ma non è detto che questi siano poi sempre rispettati. Non può che essere un principio valido anche in un settore competitivo come quello automobilistico, dove spesso si tende a pensare più volte prima di fare un acquisto, specialmente in un periodo complesso per molti come quello che stiamo vivendo. Fiat non fa eccezioni, anche per un modello iconico come la 500.
Il ritorno sul mercato della celebre city car a distanza di anni dalla fase originaria era iniziato con grande entusiasmo, confermato poi dai fatti, visto che è i dati di vendita sono stati sin da subito confortanti. La situazione ora sembra essere però decisamente cambiata, il bilancio attuale è tutt’altro che positivo.
Non è facile trovare un modello che registri un successo più o meno costante nel tempo, a volte può esserci un boom iniziale, legato magari alla curiosità del momento, per poi registrare un calo che può portare la casa automobilistica a prendere decisioni drastiche, anche se non volute. Una situazione simile sembra riguardare anche la Fiat 500, in modo particolare la versione elettrica, che non riesce a sfondare nemmeno negli Stati Uniti.
I numeri sono purtroppo davvero impietosi. Marchi come Dodge, Jeep, Ram e Chrysler fanno molta difficoltà a trovare nuovi acquirenti. A loro si aggiungono i risultati poco incoraggianti registrati dalla 500e, arrivata da poco in Canada e Stati Uniti con versioni speciali registrate per quel mercato.
La city car elettrica risulta essere al secondo posto nella classifica dei modelli che faticano a trovare un proprietario (solo 101 unità vendute negli ultimi 45 giorni, con ancora 1.031 unità disponibili presso i concessionari americani). Al momento appare difficile pensare a un’inversione di tendenza, al punto tale che senza un cambiamento potrebbero essere necessari ben 459 giorni per terminare le scorte negli USA.
Non si tratta, a dire la verità, di un problema che riguarda solo quella realtà, non va infatti molti meglio nemmeno in Italia. Ed è proprio per questo che Stellantis si è trovata costretta a prendere una decisione non voluta ma inevitabile: sarà interrotta la produzione di questo modello fino a settembre nello stabilimento di Mirafiori.
Male anche la Dodge Hornet (gemella dell’Alfa Romeo Tonale), altra auto del gruppo Stellantis. In questo caso sono necessari 384 giorni di attesa con 1.889 immatricolazioni negli ultimi 45 giorni. Non si può sorridere troppo nemmeno con la Maserati Levante, per cui ci vogliono 344 giorni per esaurire le scorte. Insomma un vero e proprio disastro
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