Dal fumo agli alcolici: tutti i vizi della Rossa

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    Dal fumo agli alcolici: tutti i vizi della Rossa

    Qualche giorno fa la notizia è comparsa su tutti i massimi organi di informazione. Un nuovo sponsor è entrato nella famiglia Ferrari: si tratta del celebre marchio Martini Racing. Mi chiedo, però, quanto fosse necessario, dopo aver rinsaldato i rapporti con l’industria del tabacco, aprire anche le porte a quella degli alcolici.

    Sia chiaro, non voglio fare il moralista. Però sappiamo quanto conti l’immagine in Formula 1. E la Ferrari, soprattutto, non è solo una scuderia ma un vero e proprio simbolo riconosciuto in tutto il mondo.

    Oltretutto, Jean Todt poche settimane fa ammetteva di avere una lunga serie di aziende tra le quali scegliere. Allora perché proprio gli alcolici?

    Non bastava già il tabacco? In un periodo dove questo tipo di sponsorizzazioni stanno gradualmente lasciando il mondo dello sport, la Ferrari ha molto discutibilmente rinnovato la partnership ed addirittura ha rotto con la Vodafone che avrebbe voluto sostituire proprio la Marlboro come main sponsor. A Maranello avranno avuto le loro buone ragioni, speriamo.

    L’amore per la Rossa è incondizionato e non certo influenzabile da questi che, al confronto, diventano dettagli irrilevanti. Ma è proprio perché ci piace identificarsi con Lei – ed anche perché crediamo che lo sport debba sapere portare dei messaggi positivi – che non ne vorrei vedere certi a dir poco “fuorvianti”. Messa così, poi, fanno ancor più sorridere le già poco credibili campagne pubblicitarie che raccomandano di non guidare dopo aver bevuto e che vedono impegnato in prima linea un celebre pilota di Formula 1.