GP d’Australia: una noiosa vittoria annunciata, è la specialità di casa Ferrari!

Mentre stava per salire sul podio c’era Schumacher al telefonino che voleva dirgli qualcosa

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    GP d’Australia: una noiosa vittoria annunciata, è la specialità di casa Ferrari!

    Mentre stava per salire sul podio c’era Schumacher al telefonino che voleva dirgli qualcosa. E Jean Todt come una nonna col nipotino:“Saluta a papà…”

    Deve aver avuto molti pensieri in testa Kimi Raikkonen. Da come era sudato, poi, non sembrava uno che aveva appena fatto una passeggiata… ma da come sono andate le cose la vittoria è sembrata limpida. Semplice semplice.

    Un brivido quando la curva 3 Raikkonen la prende larga. E quando sembrava ferma la Williams di Wurz, con conseguente safety car in pista a mettere tutto in discussione.

    Invece niente. Noia. La tanto discussa noia alla “Schumacher”. Chissà che forse anche lui non si sia addormentato, davanti alla televisione.

    A tenere vivo l’intesse c’hanno pensato altri. Un altro in particolare.

    Lewis Hamilton dopo la prima curva erà già davanti al due volte campione del mondo Fernando Alonso. Dopo 20 giri era già in testa per la prima volta ad una gara di F1. Dopo il primo pit-stop aveva raggiunto la seconda posizione e controllava con tranquillità il caposquadra dagli specchietti.

    Se non avesse esitato con i doppiaggi. Se al box avessero fatto tutto alla massima velocità. Se li avesse beccati Alonso quei doppiati in più nei 3 giri fatti dopo che Hamilton si era già fermato, sarebbe potuto succere qualcosa di veramente clamoroso.

    Felipe Massa era un altro chiamato a dare spettacolo. Ma il brasiliano si è spento subito. Quando carico di benzina ha trovato le due Honda in versione “replay dei giorni migliori” ha saggiato con mano quanto è dura sorpassare quest’anno ed ha salutato i suoi propositi d’impresa.

    Per il resto? Niente o quasi niente. Si è rivisto Rosberg che fa l’impertinente. Si ha avuto a che fare con il solito Trulli, sfortunato anche quando la macchina non va, il solito Fisichella bravo o quasi-bravo ma comunque mai davanti, il solito Liuzzi, il solito Barrichello, il solito Coulthard, il solito Ralf Schumacher, le solite Red Bull, Spyker, Toro Rosso. Nomi che solo a sentirli nominare, fanno tornare gli sbadigli.

    Ci siamo ricordati che Kubica è uno che andrà lontano. Si è capito che Button è un fenomeno solo se la macchina va forte.

    Si è conosciuto Kovalainen ma sarebbe stato meglio dargli appuntamento al kartodromo di casa Schumi, giusto per fare un po’ di pratica sulle quattro ruote…