GP di Monaco, pagelle: Alonso fa il campione, Raikkonen imperdonabile

Fernando Alonso

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    GP di Monaco, pagelle: Alonso fa il campione, Raikkonen imperdonabile

    Fernando Alonso. Hat trick e passa la paura. E’ questa la ricetta scacciacrisi della casa reale Spagnola. Per la prima volta si vede un duello in famiglia combattuto ad armi pari e il campione del mondo sfodera una grinta formato super. Impeccabile con o senza ordini di scuderia, dà l’impressione di averne di più. Almeno stavolta. Voto 10.

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    Lewis Hamilton. Tanto fumo e pure tanto arrosto. Si trova a suo agio tra i muretti di Monaco come un veterano. Doveva spaccare il mondo ma ci riesce solo a metà. E’ paradossale ma proprio nella domenica che segna la sua prima “sconfitta”, riesce a confermarsi come serio candidato al titolo. Voto 9

    Felpe Massa. Un po’ ci pensa la Ferrari, un po’ ci mette del suo. Alla fine il terzo posto diventa al tempo stesso risultato minimo e massimo. Perlomeno non fa gli errori di Raikkonen o non ripete il suo del 2006. Voto 6,5, perché si sa difendere esattamente come uno che vuole vincere il mondiale.

    Giancarlo Fisichella. Nello occasioni in cui conta avere manico lui riesce (quasi) sempre ad esaltarsi. Anche stavolta fa bene il suo lavoro e riesce a scrollarsi di dosso un po’ di critiche. Bravo. Voto 8,5.

    Robert Kubica. E’ l’unico a non guadagnarci dalla sosta unica. Il quinto posto non rende giustizia alle sue grandi potenzialità. Con una macchina più leggera avrebbe tranquillamente combattuto con Fisichella e forse avrebbe impensierito Massa. Non ha colpe per la scelta della strategia. Voto 8,5

    Nick Heidfeld. Vale più o meno lo stesso che si è detto per Kubica. Nel caso del tedesco c’è da annotare anche l’errata scelta di gomme in partenza. Lui però continua ad andare preciso come un orologio svizzero. Voto 7,5

    Alexander Wurz. Torna a punti dopo un discreto tempo. Lo fa in grande stile interpretando bene la gara e sfruttando la strategia. Il confronto con Rosberg quanto a velocità pura, però, resta impietoso. Voto 7+

    Kimi Raikkonen. Della gara possiamo anche non parlarne. Fa quello che avrebbe fatto un Mika Salo qualunque. Era quello che rischiava di più fra i quattro sfidanti al mondiale ed è l’unico che ha sbagliato tra i 22 piloti che hanno girato a Monaco. Voto 2

    Scott Speed. Più forte anche delle gufate di Mazzoni (che ogni volta che vede una Toro Rosso ferma o spiaccicata contro qualcosa grida sempre “ecco Speed…”) porta la sua Toro Rosso alle soglie della zona punti. Purtroppo per lui, becca il Gran Premio di Monaco con meno eliminati della storia. Voto 7

    Rubens Barrichello. Costantemnte meglio del superfenomeno della famiglia (Jenson Button, ndr), il brasiliano paga dazio ad una tattica sbagliata e, soprattutto, ad una Honda rifatta, ma ancora da rivedere. Questo è il miglior risultato della stagione. Voto 6,5

    Jenson Button. Se da Barrichello uno si aspetta poco. Di più vorrebbe vedere da Button. Ma lui sta in ombra anche stavolta. E’ incapace di guidare la squadra nonostante tutto lo ritengano un leader. E i risultati (non) si vedono! Voto 5

    Nico Rosberg. Bravo nelle qualifiche, anche se più leggero delle BMW, perde tutto in gara per colpa di una strategia sbagliata. Dovevano sapere alla Williams che avrebbero potuto trovare qualcuno davanti più lento. Se fossero partiti con tanta benzina, anche dalla decima posizione, visto il pericolo meteo e safety car, si sarebbero assicurati una gara tranquilla sempre in zona punti. Ma si sa che le strategie non sono il loro forte. Non ne ha colpa Nico. Voto 7,5

    Heikki Kovalainen. Ci ripetiamo, ma il finlandese non dà nuovi spunti sui quali parlare. A vedere lui la Renault è peggiorata anziché migliorare. Possibile, allora, che sia tutto merito di Fisichella? Voto 4

    David Coulthard. Fa lo scorretto in qualifica poi piange un po’ e riesce persino a farsi ridurre la pena dai severissimi commissari di gara. A poco gli serve. Voto 5-

    Jarno Trulli. Si può dire che quest’anno non è neanche sceso in pista. La Toyota gli dà una macchina che non frena neanche. Peccato perché era Monaco l’unico posto dove poteva esaltarsi. s.v.