GP di Gran Bretagna: Silverstone

Si corre a Silverstone per la quarantesima volta

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    GP di Gran Bretagna: Silverstone

    Questo week-end si corre a Silverstone, per la quarantesima volta. Altro circuito storico per la Formula 1, ricavato da un vecchio aeroporto, è stato in passato uno dei tracciati con la più alta velocità media sul giro.

    Attualmente si utilizza un medio carico aerodinamico, non ci sono più i curvoni da fare in piena ma curve più accentuate. Comunque altrettanto impegnative.

    A tal proposito, c’è da segnalare che, rispetto allo scorso anno, grazie al miglioramento del grip degli pneumatici ed avendo motori meno potenti, le vetture staranno per ben il 70% della percorrenza del giro con l’acceleratore a fondo.

    Il rettilineo dei box è in leggera piega verso destra. Superato il traguardo si affronta la Copse, una veloce curva a destra da 240 km/h.

    Si continua ad affondare sul gas e si arriva alla serie di esse veloci da 270 Maggots e Becketts che richiedono un buon ritmo nel direzionare la vettura. Poi, si rallenta fino ai 160 per riaprire di nuovo nel rettilineo dell’Hangar Straight.

    Attorno ai 310 all’ora si compie una brusca frenata alla Stowe (teatro del celebre incidente di Schumacher nel 1999). E’ il primo punto nel quale si possono compiere sorpassi.

    Si gira a destra e si giunge dopo un breve rettilineo leggermente sconnesso alla Club. Qui si scala fino a 80 km/h per poi far scorrere la vettura in uscita dal lungo curvone verso destra che immette in rettilineo.

    Punto molto delicato è la staccata successiva, la Abbey, in salita verso sinistra a 90 gradi, altro luogo teatro di attacchi negli anni passati.

    Si entra così nel Complex, la parte lenta della pista composta da una serie di curve a corto raggio nelle quali è fondamentale avere una buona aderenza e che obbliga a dotare le vettura di un carico relativamente alto rispetto a quanto richiederebbe il resto della pista.

    Come detto, la pista richiede una configurazione alare di medio livello e le monoposto debbono mantenersi molto reattive, per seguire rapidamente i molteplici cambi di direzione.

    Data l’abrasività dell’asfalto, specialmente nell’ultima parte dove è necessaria molta trazione, vengono utilizzate mescole di pneumatici piuttosto dure che devono anche resistere alle forte sollecitazioni nei curvoni.

    Dati sul circuito

    Giri: 60

    Lunghezza giro: 5.143 km

    Lunghezza corsa: 308.36 km

    N° curve: 17

    Record sul giro: 1’18.739 (Michael Schumacher, Ferrari F2004)

    Links

    Circuito dal satellite

    Sito ufficiale

    Giro di pista virtuale (di Fabiano Vandone)