La Turchia alza ulteriormente l’asticella e dà vita a un’acquisizione di grande livello che cambia la storia del marchio.
Il legame tra Italia e Turchia si è fatto via via sempre più stretto negli ultimi anni e il fatto che ci sarà simbiosi per l’Europeo del 2032 ne è un chiaro esempio. La nazione che vede a capo Erdogan sta crescendo sempre di più, con il suo ruolo in Europa che ormai dimostra di avere un ruolo sempre più centrale.
Ormai è evidente come si possano vedere anche delle grandi acquisizioni da parte di diverse aziende che si stanno mettendo in grande mostra. Una di queste è la Baykar, una delle più imponenti realtà mondiali che è specializzata nel settore della difesa, oltre che in quello della produzione di droni.
Un colosso che di recente ha deciso di mettere le mani su uno dei più grossi colossi italiani. Tra le varie realtà che sono legate direttamente al mitico nome della Piaggio vi è la sezione Aero Industries e la Avation, con dicembre del 2024 che è stato un messo di grandi cambiamenti per il marchio e ora nulla più come prima.
Alla fine del 2024, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, gestito dal Ministro Adolfo Urso, ha deciso di dare il via all’operazione che ha portato alla definitiva acquisizione di Piaggio Aviation e Aero Industries da parte di Baykar. Una decisione che sicuramente ha fatto scalpore, visto anche la tenuta dell’affare.
Il Ministero però ha evidenziato come si tratti di una soluzione positiva per tutti, considerando come era da poco stata avviata la proceduta di amministrazione straordinaria, a seguito dell’addio da parte del fondo emiratino Mubdala. Questi era il principale azionista, dato che deteneva la bellezza del 75% delle quote di Piaggio Aerospace, con questa azienda che vede la sua sede legale presente nella città di Villanova d’Albenga, in provincia di Savona.
La produzione della Piaggio Aerospace sono legate ad aerei e motori che sono destinati sia a privati, ma anche a militari e Governi. La situazione debitoria però è stata la causa per la quale Mubdala ha abbandonato l’azienda nel 2018, visto come si era arrivati a un totale di ben 620 milioni di euro. L’azienda turca è nota soprattutto per il drone Bayraktar Tb2, spesso utilizzato con ottimi risultati in guerra. Una rivoluzione dunque per il marchio italiano iniziata da qualche mese.
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