Una proposta commerciale Citroen che sta facendo girare la testa agli appassionati di auto: non paghi nulla per molto tempo
Il mercato delle auto sta cambiando pelle, giorno dopo giorno. E mentre tutti parlano di rincari e costi alle stelle, ecco spuntare un’offerta che sembra quasi una provocazione. Citroën ha deciso di giocare una carta inaspettata per la sua nuova ë-C3, puntando tutto su una formula commerciale che sa di sfida.
In un momento in cui comprare un’auto nuova sembra un’impresa titanica, la casa francese prova a ribaltare il tavolo con una proposta che fa discutere. E che porta una profonda innovazione nelle formule finanziarie a cui siamo abituati. Complimenti a Citroen per l’audacia.
La formula è semplice nella sua audacia: si versa un anticipo di 11.950 euro – la metà esatta del prezzo di listino – e poi ci si dimentica delle rate per due anni interi. Niente rate mensili, niente pensieri, niente stress. Solo alla fine dei due anni bisognerà decidere: versare la rata finale di 11.950 euro per tenere l’auto o restituirla. Un gioco di prestigio finanziario che nasconde qualche insidia, come quel piccolo dettaglio dei costi chilometrici in caso di restituzione oltre i 30.000 km.
Ma parliamo dell’auto, perché la ë-C3 non è solo un’operazione commerciale. Sotto la carrozzeria batte un cuore elettrico da 113 cavalli, alimentato da una batteria che promette miracoli: 440 chilometri di autonomia in città. E quando serve ricaricare, bastano 26 minuti per tornare all’80%. Numeri che fanno riflettere, soprattutto per chi usa l’auto principalmente in ambito urbano.
L’abitacolo è un piccolo gioiello di tecnologia. Il classico quadro strumenti sparisce, sostituito da un sistema di proiezione che sembra uscito da un film di fantascienza: le informazioni di guida appaiono magicamente tra cruscotto e parabrezza, sempre sotto gli occhi ma mai invadenti.
Il vero colpo di genio sta nelle sospensioni. La ë-C3 introduce un sistema che trasforma le buche in carezze: gli smorzatori idraulici progressivi lavorano come instancabili ammortizzatori di urti e vibrazioni. Le piccole irregolarità vengono assorbite con eleganza, mentre gli ostacoli più impegnativi vengono affrontati con una progressività che ricorda le auto di categoria superiore.
L’offerta scade il 31 dicembre 2024, e nasconde qualche dettaglio da non sottovalutare nel piccolo: un TAEG dello 0,13% che spunta timidamente nelle note, mentre il TAN resta fermo sullo zero. Ma il vero punto di forza resta quella formula di pagamento che sembra quasi una provocazione: metà subito, due anni di libertà, poi si decide.
In un mercato dove le auto elettriche faticano ancora a trovare la loro strada, Stellantis prova a scardinare le resistenze con un’operazione commerciale audace. Una scommessa che potrebbe cambiare le regole del gioco, sempre che i clienti siano pronti a questo salto nel futuro della mobilità urbana.
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