Kimi Raikkonen:’Secondo non era abbastanza’

kimi raikkonen commenta il suo gran premio del belgio spiegando che non poteva accontentarsi del secondo posto e pertanto ha rischiato il tutto per tutto ed è andata male

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    Kimi Raikkonen sapeva che il GP del Belgio poteva rappresentare la sua ultima spiaggia. Trovatori in ballo, quindi, il pilota Ferrari ha deciso di ballare ed adesso sembra accettare di buon grado le conseguenze. Per sua stessa ammissione, infatti, arrivare secondo non gli sarebbe servito a nulla.

    TUTTO O NIENTE.“Sapevo che dovevo vincere. Arrivare secondo non mi sarebbe bastato per cui ho preso i miei rischi. Purtroppo è andata male ed adesso dobbiamo fare i conti con la realtà. Ma mi sembra ancora prematuro dire che è tutto finito”. Con queste parole Kimi Raikkonen chiude i commenti sul suo sfortunato Gran Premio del Belgio e si prepara a voltare pagina. Domenica prossima, infatti, c’è una Monza interamente Rossa da onorare.

    GRANDE MOTIVAZIONE. A supporto del campione del mondo arriva Stefano Domenicali. Il direttore Ferrari congela ogni decisione sulle gerarchie in squadra e tesse le lodi del suo campione:“E’ stato un peccato che non abbia concluso la gara perché aveva fatto cose incredibili. Kimi aveva spinto sempre al massimo e, anche quando nell’ultimo stint ha avuto problemi di gomme, è rimasto davanti fino alla pioggia. Il finale è stato molto difficile per lui ma la sua grande motivazione deve restare la nota positiva di questo weekend”.

    STESSE GERARCHIE. Domenicali rende noto che per il momento non ci saranno ordini di scuderia, né gerarchie tra i due piloti. Con grande sollievo del finlandese, quindi, la Ferrari ha voluto regalargli per Monza un’ultimissima quanto remota occasione di rinascita. “Per come siamo messi adesso, dobbiamo ancora pensarci prima di prendere qualunque decisione sui nostri piloti. Non dobbiamo avere fretta. Loro sanno che al primo posto viene l’interesse della squadra e al momento giusto ci comporteremo di conseguenza. Ma non ancora. Non adesso” afferma il direttore della Gestione Sportiva che, mentre guarda verso Monza, teme che le gomme dure in una pista non del tutto favorevole alla F2008, possano giocare un brutto scherzo ai propri piloti.