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La Ferrari giapponese che tutti possono permettersi di guidare: ha scritto la storia

Pubblicato da
Giancarlo Spinazzola

La Ferrari giapponese che ha scritto pagine di storia: ricordate qual è? Era una sorta di modello per una generazione intera

La Ferrari è da sempre marchio unico ed inconfondibile di lusso ma anche e soprattutto di velocità nelle prestazioni più alte possibili ed immaginabili. E non è certo un caso che in tanti, nel corso degli anni, hanno provato ad imitarla, a scalfire il suo potere scoprendo anche il più recondito segreto senza, però, successo.

Il fascino del Cavallino resta intatto e probabilmente sarà sempre così, con buona pace di chi tenterà sempre e comunque di imitarla in ogni sua sfaccettatura. Le vetture di Maranello, d’altronde, sono un vero e proprio status symbol. In Giappone, nel 2003, realizzarono una concept car che assomigliava davvero tanto alla Rossa più famosa al mondo che fece innamorare proprio tutti. Il riferimento è alla Honda HSC che era un vero e proprio gioiellino che avrebbe potuto davvero essere rivoluzionaria.

La Ferrari giapponese idolo di una generazione: ecco perché

La Honda HSC, acronimo di Honda Sports Concept, aveva come obiettivo il diventare una rivisitazione moderna della NSX: questa vettura non vide mai la luce con la Honda che non la fece mai entrare in produzione. Almeno nella realtà. Questa concept car, infatti, divenne una sorta di idolo assoluto per tutti coloro che amavano giocare alla PlayStation.

La Ferrari giapponese idolo di una generazione: ecco perché (Honda) – Derapate.allaguida

La HSC, infatti, entrò ufficialmente nel parco vetture di Gran Turismo 4, il celebre gioco della console Sony. La vettura aveva un telaio in fibra di carbonio mentre i potenti scarichi erano piazzati al centro del posteriore. Dettagli perfino futuristici per la HSC che non era dotata di specchietti laterali. Il motivo? Al loro posto c’erano delle microcamere che che fungevano a questo compito.

Decisamente potente il motore sotto al cofano: un V6 i-VTEC 3.5 litri da 350 cavalli con cambio sequenziale che spingeva la vettura a prestazioni davvero di rilievo. O, almeno, questa era l’intenzione dei nipponici quando hanno realizzato questa concept.

Giancarlo Spinazzola

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