La FIAT è il marchio di punta del mercato automobilistico italiano, ma in passato è nata una versione “giapponese”.
Lo sviluppo delle quattro ruote in Italia ha sempre rappresentato una parte importantissima del mercato interno, con la FIAT che ha saputo espandere sempre di più i propri orizzonti. Lo si vede infatti anche con il suo ruolo di primissimo piano che ha all’interno del Gruppo Stellantis e non a caso il Presidente è John Elkann.
FIAT infatti è un marchio apprezzato e blasonato in tutto il mondo e soprattutto sono i suoi motori a essere considerati eccellenti per essere montati su di una citycar. I consumi sono sempre stati molto contenuti, permettendo così di venire incontro ai clienti non solo per il costo iniziale dell’automobile, ma anche per la sua gestione nel corso degli anni.
Il Giappone dunque ha visto per tanto tempo la FIAT come una rivale sul mercato, considerando come non manchino di certo le società che progettano delle utilitarie a basso costo. In passato però si è deciso di unire gli intenti, con la FIAT che ha dato vita a una splendida collaborazione con la Suzuki e i risultati sono stati straordinariamente positivi.
La FIAT è ben richiesta e ben voluta in tutto il mondo, per questo motivo in passato ha avuto modo di potersi legare direttamente alla Suzuki. Con la casa giapponese infatti ha dato vita a una bellissima Suzuki Vitara, un veicolo di medio-piccole dimensioni che si è rivelato un crossover eccellente come caratura e prestazioni.
Le dimensioni mettevano in evidenza un’auto da 418 cm di lunghezza, una larghezza da 178 cm e un’altezza da 161 cm, con un peso di 1150 kg. Il motore che monta internamente è un 4 cilindri da 1586 di cilindrata, con questi che ha modo di erogare fino a un massimo di 120 cavalli, permettendo così di toccare un picco di velocità di 180 km/h.
La peculiarità però di questo motore è che si tratta di quello della FIAT Bravo, un propulsore Common Rail Turbo. Va però specificato come questa fosse l’unica componente presente all’interno della Suzuki. La FIAT non ha contribuito in alcun modo alle altre parti dell’auto. Queste infatti derivano dalla casa nipponica. L’accordo però non è proseguito per tanto tempo, infatti la Vitara è rimasta sul mercato fino al 2018, con un totale di tre anni complessivi che hanno comunque portato a delle ottime vendite.
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