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curiosità

L’auto che si trasforma in elicottero e ti fa superare il traffico: il sogno è finalmente realtà

Pubblicato da
Antonio Pinter

Il sogno dell’auto volante finalmente si realizza grazie alla genialità di un appassionato che entrerà nella storia

Un pulmino Volkswagen con le pale da elicottero; sembra uno scherzo, invece esiste davvero, almeno come oggetto da vedere, toccare e fotografare; non aspettatevi di vederlo decollare sopra le vostre teste, però, perché il Frankencopter – così si chiama – non volerà mai, e in fondo va bene così.

L’idea di un Volkswagen T1 che si trasforma in elicottero non l’ha avuta una casa automobilistica, né un ingegnere aeronautico; tutto nasce dalla fantasia di Chuck Jurgen Teschke, artista canadese che con i veicoli ci sa fare, soprattutto quando si tratta di mescolare pezzi diversi e creare qualcosa che non si era mai visto.

L’auto elicottero può volare, almeno con la fantasia

il Frankencopter nasce proprio così, dalla voglia di unire la carrozzeria iconica del Bulli – il furgone Volkswagen che tutti conoscono – con la struttura di un elicottero Airbus, ottenendo un oggetto che sembra pronto a sfidare la gravità, anche se in realtà non si muoverà mai dal prato dove è stato posato.

Auto Elicottero (Facebook Chuck Jurgen Teschke) – derapateallaguida.it

Teschke ha scelto di non costruire un vero mezzo di trasporto, ma una scultura meccanica; il Frankencopter è pensato come installazione artistica, da mettere in bella mostra su un campo da golf, dove può attirare sguardi e sorrisi; sulle sue pagine social si trovano altri esperimenti simili, sempre con quell’aria da Frankenstein che ormai è il suo marchio di fabbrica; questa volta, però, la sfida era più grossa: fondere un minibus Volkswagen e un elicottero Airbus non è cosa da tutti i giorni, e il risultato lo dimostra.

Il parabrezza e i fendinebbia del T1 sono rimasti, così come la linea generale della carrozzeria; le modifiche si vedono subito: il tetto ora ha pannelli in vetro, compaiono finestre anche nella parte bassa per migliorare la visibilità, i fari sono stati eliminati in favore di superfici più pulite e aerodinamiche; la carrozzeria è stata allargata, effetto widebody, e le portiere, rifatte su misura, riprendono fedelmente il disegno originale; all’interno, invece, il vuoto: niente motore, nessuna strumentazione da volo, solo spazio, luce e un po’ di ironia.

Il Frankencopter non volerà mai, e non ci prova nemmeno; non serve un motore, non servono comandi, basta l’idea; già così, fermo, riesce a farsi notare più di tanti altri veicoli veri; il sogno di superare il traffico dall’alto, almeno per ora, resta una fantasia, ma vedere un Bulli con le pale da elicottero fa sorridere e forse anche riflettere su quanto sia bello, ogni tanto, lasciarsi andare a un po’ di immaginazione; in fondo, non tutte le auto devono per forza muoversi per farci viaggiare.

Antonio Pinter

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