Le pagelle di Paolo Zermiani: GP del Giappone 2008

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    Le pagelle di Paolo Zermiani: GP del Giappone 2008

    Pagelle dal Gran Premio del Giappone. Troppo facile per Alonso. L’eroe di giornata ritrova lo smalto dei tempi andati e ringrazia l’ex-rivale Hamilton per avergli ripulito la pista da quelle macchine che gli stavano davanti in griglia. Per ringraziarlo dichiara:”Per il mondiale spero di aiutare Massa!”. Cosa frulli nella testa del pilota McLaren, invece, è ancora un punto interrogativo. Grosso come una casa.

    ALONSO. Avete presente il concetto di prova Maiuscola? Se no, andate a rivedervi il GP del Giappone 2008 di Fernando Alonso. A dispetto dei Santi, va ricordato che lo spagnolo ha anche stavolta una sfortuna sfacciata che risponde al nome di Lewis Hamilton. Senza di lui, infatti, staremmo raccontando solo una bella gara anziché un successo storico. Il suo merito è quello di crederci dall’inizio. Dopo i primi giri, assieme al suo ingengere di macchina comincia a fare i calcoli e si produce nella disciplina a lui più congeniale: giri veloci + occhio al cronometro per i distacchi con triplo carpiato sull’andamento delle strategie altrui. Per Kubica non ci sono speranze. Voto 9+

    KUBICA. Il suo capolavoro di giornata è la difesa su Kimi Raikkonen nel terzo stint di gara. Senza un minimo accenno di scorrettezza si porta sull’interno e sfrutta la traiettoria a lui favorevole nella curva in fondo al rettilineo principale. Lo fa, lo rifà e lo rifà ancora. Sempre allo stesso modo e senza che mai Raikkonen possa inventarsi qualcosa per beffarlo. Voto 7,5

    RAIKKONEN. La sua ottma partenza è la miccia che dà il via all’Hamilton-Show. Col senno di poi ne avrebbe fatto volentieri a meno visto che persino la sua gara è compromessa dall’irruenza del pilota McLaren. Dopo alcune uscite da uomo invisibile si ritrova a poter tirar fuori i suoi celeberrimi giri veloci non per il solo gusto della statistica ma perché c’è da mettere pressione a chi gli sta davanti. La macchina danneggiata, però, gli impedisce di esprimersi al meglio. Non gliene va dritta una. Voto 7, d’incoraggiamento.

    PIQUET. Escluso il fortunoso podio di Hockeneheim, è il suo miglior piazzamento in Formula 1. Deve ringraziare un po’ di nomi grossi che si sono fatti da parte e deve render merito alla Renault di essere cresciuta. Se poi si considera che Alonso ha concluso al numero 1, sembra che la sua stagione abbia già avuto il corretto epilogo. Il ragazzo va abbastanza bene, può ancora crescere, ma i fasti del padre resteranno un miraggio. Voto 6,5

    TRULLI. Con il suo team pensano di poter fare bene in gara. Tant’è che al sabato non puntano neanche ad una promozionale pole position. In gara, però, ci sono almeno 4 macchine (McLaren, Ferrari, BMW e Renault) ed 8 piloti che vanno più di Jarno. Il quinto posto è raggiunto a colpi di ottimismo. Voto 6+

    VETTEL. Viene penalizzato in partenza dalla bagarre della prima curva ma si tiene fuori dai guai. Prosegue nella tattica tutta concretezza che gli fa sfruttare al meglio una Toro Rosso entusiasmante. Per altre magie ci sarà tempo. Voto 6

    MASSA. Ha imparato la lezione 1: fuori dai guai. La mette in pratica al via. Quando Hamilton lo attacca al giro 2, però, si lascia andare. L’aver sbagliato, l’essere superato perché arrivato lungo alla chicane, lo mette nella condizione di tentare l’impossibile. L’errore c’è ed è grave. Se solo Massa avesse avuto il sospetto che sul piatto di Hamilton era stato servito un drive through e che il pilota McLaren aveva intenzione di fermarsi a breve per cambiare delle gomme già spiattellate, la storia poteva avere un esito decisamente più roseo per la Rossa. Ormai ci si è fatto l’abitudine. Il mondiale quest’anno andrà ad un pilota che, per un motivo o per l’altro, non convince a pieno. Voto 6 -. Se alla Ferrari si gasano per il sorpasso su Webber, noi lo giudichiamo male: prendere rischi così inutili è come voler per forza stare in testa dopo la prima curva anche se ci si può accontentare di un secondo posto (vedi Hamilton). Se non altro, il pilotino non molla mai.

    WEBBER. Dopo la ruotata di Monza con Hamilton, al Fuji rischia la smurettata alla Massa. L’australiano tiene duro perché vuole un punto a tutti i costi. Punto che arriva grazie a Bourdais. E nel magico mondo Red Bull tutti vissero contenti. Voto 6,5

    HEIDFELD. La strategia ad una sosta stavolta non paga. In realtà non ripaga praticamente mai a meno che non intervenga una qualunque safety car e il Gran Premio di F1 non si trasformi in una Gran Lotteria. Andiamo al sodo: qualifiche disastrose. E stop. Voto 5

    HAMILTON. Quuesto ragazzo è un fenomeno del paranormale. Nessuno come lui riesce a far sparire in un sol boccone delle occasioni così ghiotte di papparsi il titolo mondiale. Probabilmente quest’anno si è beccato troppe scoppole in partenza e non ha voluto accettare anche il sorpassone di Raikkonen. Da qui a permettersi quel genere di vaccate, c’è il mare in mezzo. La cura? Altro che compagno di squadra molle e squadra caricata sulle sue spalle. Ad un elemento del genere non si deve dare mai relax bensì gli va messo accanto un mastino che lo tenga sempre preoccupato – e concentrato! – per ogni millesimo in cui mette il suo sedere dentro ad una monoposto. Se si sente troppo forte. Troppo leader. Troppo er mejo, Hamilton stacca la spina della concentrazione e manda tutto alle ortiche. Per cui: al posto di Kovalainen ci vuole uno con gli attributi che ricrei nella testa del molleggiato l’atmosfera della prima metà del 2007. Altrimenti il fenomeno del paranormale rischia di diventare anche il Re supremo degli sconfitti. Come dicevano i filosofi della musica leggere, bisogna saper perdere. In certi casi, però, si deve non vincere. Voto 3 di frustrazione.

    BOURDAIS. Se c’è un pilota che non darà mai fastidio a Felipe Massa è Sebastian Bourdais. E’ in bilico ed ha come manager lo stesso del ferrarista (un certo Nicholas… Todt!). Oltretutto i rapporti tra Ferrari e Toro Rosso sono ottimi e nella geopolitica della F1 sono altri i team che potrebbero remare contro il Cavallino. Lo scontro con Massa sembra più un errore di incomprensione dove il brasiliano, alla luce delle considerazioni appena esposte, si aspettava un accoglienza ancor più delicata. La penalità ci sta. Peccato che il francese finisca fuori da una meritata zona punti. Da inizio anno c’era rimasto solo altre due volte. Voto 6+

    KOVALAINEN. Chissà quanta benzina aveva imbarcato? Sicuramete non sufficiente per spiegare un passo così blando nonostante stesse guidando una McLaren. Il ritiro è giustizia divina. Secondo alcuni è stato scorretto persino in partenza perché, quando Hamilton arriva lungo, lui resta largo e tiene fuori pista sia Massa che Raikkonen. Voto 4,5. Dai Heikki che puoi fare di meglio!