La nuova sportiva italiana rivoluziona in mercato, ma non è una Ferrari. Leggera e agile, ha un’erogazione brutale.
E’ al 100% italiana, ma non è la Ferrari. In un momento in cui il settore dell’automotive sta faticando ad ingranare e tante aziende sono state costrette a rivedere i propri piani produttivi, qualcuno ha compiuto l’azzardo di buttarsi nel mercato. Non però quello delle utilitarie che, come abbiamo detto, vendono meno del previsto e del passato, bensì quello delle auto sportive.
Incredibilmente, a tirare fuori il coraggio necessario per sfidare la tendenza negativa è stata un’azienda italiana, piemontese nello specifico, che ha dato vita una vettura pronta a rivoluzionare il settore. Molto leggera e agile, quando si spinge sull’acceleratore si avverte tutta la sua brutalità, mentre guardandola appare evitante la sua eleganza data da una livrea scura che rappresenta sempre una certezza in questo senso.
Il suo luogo di nascita è Valfenera d’Asti e la sua intenzione è quella di riportare in auge un approccio analogico andato ultimamente un po’ perso. L’ispirazione, infatti sono le vetture più iconiche degli anni ’60, con il loro cofano allungato, la coda corta e i parafanghi evidenti, sebbene non manchino dei dettagli moderni.
Trattandosi di una compagnia al debutto si conosce ancora poco se non che verrà svelata in ogni sua componente il prossimo 8 maggio. Capace di trasportare fino a due passeggeri, la Rina realizzata dalla Automobili Mignatta sarà un gioiello esclusivo per non più di 30 persone che potranno fare richiesta di qualsiasi accorgimento tecnico ed estetico, in maniera da diventare subito pezzi rari da collezione.
A coordinare i lavori sarà lo stesso patron José Mignatta, che ha promesso un ampio uso della fibra di carbonio per alleggerirla il più possibile e stare al di sotto della tonnellata di peso. Come anticipato le prestazioni saranno di alto livello anche se non sono stati ancora diffusi i dati. Sappiamo tuttavia che il propulsore sarà un V8 in posizione centrale per una miglior distribuzione dei pesi tra i due assi.
La trazione sarà posteriore, mentre la trasmissione rigorosamente manuale a sei rapporti con differenziale autobloccante. Da sottolineare che questo elemento è inserito assieme al cambio in un unico blocco con alloggiato posteriormente sempre per diminuire le masse e incrementare la reattività. L’elettronica sarà pressoché inesistente e non ci saranno neppure infotainment e autoradio.
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