Arriva una sentenza che non farà piacere alla Ferrari. L’annuncio drammatico riguarda Lewis Hamilton.
Se c’è un pilota capace di superare i confini dei circuiti battuti dal Circus quello è Lewis Hamilton. In un ambiente ormai privo di personaggi e personalità, l’inglese è uno dei pochissimi che nel suo periodo di militanza cominciato nel 2007 è stato in grado di spiccare. Se si escludono Kimi Raikkonen e Fernando Alonso tutti gli altri sono passati come acqua di fiume lasciando quasi nulla. Anche per questo motivo i vertici stessi dello sport hanno sempre avuto interesse nella sua permanenza.
Le sue molteplici passioni, dalla moda, alla musica, fino al cinema, si sono incrociate alle battaglie mediatiche per l’uguaglianza, l’ambiente e l’alimentazione sana. Insomma, Ham ha cercato di buttarsi dentro ogni argomento così da diventare una risorsa pubblicitaria per la disciplina e in contemporanea crearsi un’alternativa per il futuro, ovvero quello che verrà dopo il biennio 2025-2026 alla Ferrari che, già ora, desta preoccupazioni. In particolare l’ultima sentenza è stata pesantissima.
Nonostante i suoi sette titoli iridati, uno conquistato con la McLaren nel 2008 e gli altri sei, consecutivi, ottenuti con la Mercedes dal 2014 al 2020, Hamilton continua a convincere poco, se poi si aggiunge che la carta d’identità non lo aiuta, la sua popolarità scende ulteriormente. A colpire è che la bocciatura più recente arrivi direttamente da un suo connazionale. Al termine del GP del Brasile, chiuso dall’asso di Stevenage in decima piazza, Jeremy Clarkson è stato a dir poco tranchant nei suoi confronti.
Sulla rubrica che tiene per l’English Sun, l’ex star di Top Gear ha criticato in maniera aspra il quasi 40enne (spegnerà le candeline il prossimo 7 ottobre). “Ha superato il suo apice. si è lamentato dell’auto in qualifica, quando invece il compagno di squadra George Russell ha segnato un tempo da prima fila. Forse, alla luce del passaggio al Cavallino il team gli sta versando acqua d’orzo e limone nel serbatoio anziché carburante, ma è improbabile. Penso che semplicemente sia vecchio“, non ha lasciato scampo al portacolori della Stella.
Di contrasto, il fumantino 64enne ha avuto parole al miele per il vincitore dell’appuntamento verde-oro e leader della generale Max Verstappen, esaltando le sue prestazioni e definendolo il massimo rappresentante della storia della F1 in barba al vari Fangio, Senna, Prost, Schumacher, solo per citarne alcuni.
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