Lewis Hamilton? E’ solo al 50%

Lewis Hamilton, intervistato dalla televisione inglese, si dichiara convinto di poter migliorare molto le prestazioni del 2008 grazie alla giusta dose di pressione addosso che lo porterà a fare meno errori

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    Lewis Hamilton ha vinto il titolo mondiale a soli 23 anni, al suo secondo tentativo. Il pilota della McLaren , messi da parte i numeri e le statistiche, ha stupito anche per il suo incredibile repertorio rappresentato da altissimi acuti e clamorosi scivoloni. Consapevole delle proprie doti, adesso dichiara:“Non ho fatto vedere nulla. Posso fare molto meglio ed ora che ho rotto il ghiaccio posso usare la pressione a mio vantaggio”.

    SOTTOSOPRA. Grandi sorpassi, estrema sensibilità nella guida, sbalorditive doti sul giro secco ed errori madornali, cali di concentrazione da cartellino rosso. E’ tutto questo e tanto altro Lewis Hamilton. Il neo campione del mondo lo sa e, parlando ad ITV, si dice certo di avere ancora grandi margini di miglioramento:“Pur avendo vinto al mio secondo anno il titolo mondiale, non ho ancora fatto vedere nulla” esordisce spavaldo l’anglocaraibico.

    GIUDIZIO RAGIONATO. Chi si aspetta anche stavolta l’Hamilton in versione sbruffone, però, resterà deluso. “Sono in grado di poter fare meglio perché posso essere più netto, posso riuscire a fare meno errori – spiega all’emittente inglese denotando estrema cognizione di causa – Ho analizzato tutto quello che è successo in quest’ultima stagione, le cose positive e quelle negative. E ho cercato di vedere il lato positivo di alcune cose negative. Ora mi godo il presente e guardo al futuro”. Secondo Hamilton, un fattore decisivo per il miglioramento delle sue prestazioni sarà la pressione:“Ne sento molta meno dopo aver vinto il titolo. Non la avverto da chi mi circonda, viene da dentro. Se riesci a sfruttarla bene, in questo caso, ti rende più forte. Altrimenti diventa solo un problema. Ho ancora della pressione addosso, ma so di poterla controllare e di poterla usare a mio vantaggio”.

    MISSIONE. Le dichiarazioni del pilota inglese non fanno una piega. Indiscutibili. Siamo noi i primi a sostenere che, date le potenzialità, quello che è sceso in pista fino ad oggi è un pischello che non ha dato più del 50%. Quello su cui si può ragionare, quindi, è altro. E’ se il fenomeno di casa McLaren riuscirà realmente a tenere fede ai buoni propositi più volte decantati. La sua carriera, infatti, è stata sempre costellata da grandi prestazioni e da altrettanti incredibili sbagli. Perché mai dovrebbe cambiare proprio adesso? Forse per la maturità sopraggiunta? Può darsi. In Formula 1, però, sono pochi i piloti capaci di trasformarsi. Normalmente chi nasce ragioniere, calcolatore resta. Chi approda leone, ruggisce stupisce, sbatte e lotta. Dà spettacolo. Fino alla fine.