Max Mosley:’Io so chi mi ha incastrato’

intervistato dalla gazzetta dello sport, max mosley racconta la sua versione dei fatti e spiega che la polizia è vicino ad individuare chi è stato il colpevole che lo ha incastrato

da , il

    Rinfrancato dal giudizio favorevole dell’Alta Corte di Londra, un Max Mosley che dopo lo scandalo del video a luci rosse ha perso ormai tutto, vedi affetto dei familiari e stima del mondo esterno, sembra aver trovato nella vendetta la sua unica missione di vita.

    MONTECARLO. In un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport in quel di Montecarlo, più precisamente all’Hotel sulla curva Loews, il presidente della FIA ha raccontato i suoi piani futuri e, adesso che la legge gli ha dato ragione, non ha nascosto una voglia matta di arrivare fino in fondo alla vicenda per smascherare chi gli ha teso questo tremendo trappolone. Prima, però, andrà un po’ in vacanza. Con la moglie:“Siamo insieme da 50 anni e ovviamente si è molto arrabbiata con me. Ma non divorzieremo…”

    TUTTO VERO. “Esclusa la questione nazista, il resto è tutto vero - ammette un Mosley per metà stanco e per metà ancora avvelenato - ma sono affari personali che sto pagando io. La F1 non ha perso uno spettatore a causa mia e non ho fatto perdere un centesimo a nessuno sponsor!”

    IL MISSIONARIO. Mosley prosegue l’analisi di quello che gli è capitato sottolineando come siano cambiati i costumi in pochi decenni:“Ormai non ci si scandalizza più di nulla. Una volta, invece, era reato essere omosessuali! Coloro che mi criticano sono persone per le quali il sesso è solo quello diciamo classico, con la posizione del missionario. Invece, quello che è successo riguarda semmai solo la mia famiglia”. Con questo piccolo assioma Max giustifica anche la sua volontà di restare al timone della Federazione:“Avendo avuto l’appoggio dei Club, non potevo mollare. Diversamente l’avrei fatto. Quanto all’eventuale imbarazzo di presenziare in pubblico, non è un mio problema. Non amavo farlo neanche prima…”

    AMICI E NON AMICI. Nella lista dei buoni ci sono Berger, Mateschitz, Frank Williams, Mallya e la Ferrari. Tra i cattivi Honda, Bmw, Toyota e Mercedes che lo hanno criticato prima ancora di sentire le sue ragioni. In questa storia anche Ecclestone sembra uscirne bene. L’amico non è stato un traditore ma colui il quale tentò mesi prima di avvisarlo che qualcuno stava tramando alle sue spalle.

    IL COLPEVOLE. Chi ha incastrato Mosley è qualcuno non distante dalla Formula 1:“La polizia sta indagando. Presto si saprà come stanno le cose!”. Non aggiunge altro il Presidente ma si capisce che non sta facendo pretattica. Quanto al suo mandato, una volta terminato nel 2009, sancirà anche la fine del suo impegno nel motorsport:“Sono stanco di risolvere i problemi degli altri. Farò il pensionato e mi guarderò le corse da spettatore”

    IL FUTURO DELLA F1. Smaltito il capitolo del sexy-scandalo, arriva il tempo per parlare della F1 che verrà. Ai capisaldi storici come la riduzione dei costi, l’incremento dello spettacolo e il mantenimento di altissimi standard di sicurezza si è aggiunto stabilmente il problema dell’ecologia. Per questo motivo la FIA sta spingendo per il KERS, sfruttando la tecnologia della F1 come campo di ricerca. Una volta raggiunti certi obiettivi, poi, Mosley parla apertamente di ridare libertà ai costruttori:“Dal 2011 vorrei una F1 con motori di cilindrata e numero di cilindri liberi e una quantità di benzina prefissata, nella quale vincerà chi avrà ottenuto il miglior rendimento energetico”. Altri piani a lungo termine, infine, auspicano l’eliminazione della telemetria (sarà mai possibile?) e la crescita di una serie propedeutica alla F1 dai bassissimi costi che Mosley vorrebbe chiamare Formula 2