McLaren Mercedes nel caos

McLaren Mercedes in piena emergenza

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    Pochi scherzi. Il clamore è decisamente inferiore rispetto a quello suscitato dalla spy-story. Ma la McLaren Mercedes sta attraversando un momento altrettanto difficile che la obbliga a dover affrontare tensioni interne, ritardi prestazionali e rischi di pesanti penalizzazioni per la famosa bugia di Hamilton in Australia.

    RYAN LICENZIATO, MCLAREN CONVOCATA DALLA FIA. La mossa di mettere in croce Dave Ryan fa capire la gravità della situazione. La Federazione potrebbe dare una punizione esemplare alla McLaren che ora, come ai tempi della spy-story, punta ad isolare il colpevole cercando di far credere si sia trattato di un episodio sporadico, un’azione personale condotta dal direttore sportivo Ryan che, appunto, è stato immediatamente fatto fuori. Basterà questo per convincere la FIA ad andarci morbida? Non sembra in quanto, secondo la FIA, il team è colpevole anche solo per “non aver fatto alcun tentativo per porre rimedio alla situazione”. L’accusa di slealtà sportiva è pesante e la McLaren Mercedes, nell’incontro fissato per il 29 aprile, rischia molto. Persino la squalifica per qualche Gran Premio.

    PRESTAZIONI FLOP. Il clima di confusione che regna nel team è confermato dal modo in cui gli uomini di Woking si sono approcciati alla polemica dei diffusori. Prima distanti. Adesso, a pochi giorni dall’appello di Parigi, uniti a Ferrari, Red Bull, Renault e BMW Sauber. Da cosa deriva questo ripensamento? Difficile da dirsi. Facile da immaginarsi: alla McLaren hanno provato a farsi lo stesso diffusore della Brawn salvo poi accorgersi che la faccenda era più complessa del previsto. Per cui tanto vale fare fronte comune con i big della F1 per chiedere l’intervento di Max Mosley che, se non migliorerà le performance della propria macchina, almeno ridurrà quelle dei rivali e toglierà un settore in più sul quale spendere risorse.

    LEWIS HAMILTON. Il rapporto tra Lewis Hamilton e la squadra è più teso di quello che si possa pensare. Ad ammetterlo è Norbert Haug che, intervistato dalla Bild, racconta:“Tra giovedì e sabato, sono stati momenti molto duri per Lewis. E questo dimostra che è una persona onesta - il numero uno Mercedes non nasconde che il suo pilota abbiamo persino pensato al ritiro dalla F1 – L?argomento era ed è per lui molto vicino: quando cose del genere succedono, vengono in testa tutti i pensieri possibili”. A dar fastidio alla famiglia del campione del mondo sarebbe stato nientemeno che il comportamento di Ron Dennis il quale avrebbe fatto pressioni sul pilota e su Whitmarsh affinché non facessero emergere la verità di fronte ai commissari. Il pilota, però, ha voluto comunque dare una conferenza stampa nella quale ha spiegato la sua versione dei fatti. A microfoni spenti, il padre Anthony ha ringraziato la parte tedesca della scuderia, scavando un ulteriore solco tra le due anime del team e mettendo un grosso punto interrogativo sulla permanenza del suo assistito a Woking:“La Mercedes è sempre stata dietro di noi, ha favorito la carriera di Lewis, lo ha appoggiato anche nei tempi duri. Senza Haug non sarebbe dov?è adesso. Non gli possiamo fare lo sgarbo di chiedere lo scioglimento del contratto”.