Motegi MotoGp 09: nella lotteria degli assetti esce il 99 di Lorenzo

Commento alla seconda gara della motoGP stagione 2009

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    Motegi MotoGp 09: nella lotteria degli assetti esce il 99 di Lorenzo

    La nuova puntata di questa eccitante Saga MotoGp 2009, andata in onda qui dal Twin Ring di Motegi, uno dei più brutti e osceni tracciati che tutt’ora affliggono il Mondiale Velocità, ha visto un anomalo e del tutto imprevisto svolgimento della gara, frutto ovviamente delle tormentate prove del venerdì e dell’annullamento di quelle ufficiali di sabato, con quasi tutti i piloti a corto di esperienze per settare correttamente la moto per l’asciutto di domenica, e da tale pazzesca lotteria è uscito vincente un redivivo e grintosissimo Lorenzo, cha ha agevolmente regolato il suo attonito compagno di squadra ed il suo eterno rivale personale Pedrosa, mentre Stoner ha compiuto un vero capolavoro riuscendo a venire fuori da una spiacevolissima situazione limitando davvero al minimo i danni e raggiungendo un quarto posto davvero insperato vista la situazione creatasi ad inizio corsa.

    Il ritorno del Figliol Prodigo, ovvero di Jorge Lorenzo, un pò per caso, molto per valore.

    Dopo l’enigmatico Campionato 2008 del Campione Majorchino, come ricorderete partito a razzo ma poi drammaticamente rallentato da errori, infortuni vari e tante cadute, davvero pochi avrebbero scommesso su un suo avvio tanto brillante in questa stagione. Dopo l’incoraggiante ma quasi defilato terzo posto del Qatar, di cui peraltro si era detto scontento, quasi a rimarcare di valere ben di più dell’ultimo gradino del podio, Jorge come ho accennato sopra ha certamente pescato il numero vincente in questa assurda lotteria degli assetti, avvantaggiato anche da aver provato leggermente più a lungo degli altri con le gomme dure poi effettivamente da tutti impiegate in gara.

    Ciò detto, però, non si può non riconoscere che oggi il giovane spagnolo sia stato il più veloce e brillante pilota in pista, vincendo nettamente il confronto con il suo più illustre team mate sulla sua stessa moto ed equipaggiata con le medesime gomme, sulle quali oltretutto Rossi può vantare addirittura un intero anno di esperienza in più, cosa certo non da sottovalutare.

    Jorge ha infatti battuto Vale su tutta la linea, sia nel passo di gara che nel confronto diretto, tanto è vero che dopo averlo passato il Campione Majorchino se ne è andato in testa senza assolutamente correre più pericoli di sorta, mentre al contrario Rossi aveva il suo bel d’affare a rintuzzare gli attacchi di un Pedrosa sempre più sorprendente dopo il già positivo esordio a Losail, per certi versi il vero protagonista in positivo del Gp giapponese, viste le premesse della vigilia.

    Pur sempre sofferente per i postumi del grave infortunio al ginocchio, che ancora lo limita pesantemente nei movimenti, oggi il piccolo alfiere di casa HRC ha dimostrato infatti una grinta davvero insospettabile – già peraltro intravista in Qatar dove ha raccolto ben meno di quanto effettivamente avesse meritato – impegnando a fondo l’eterno rivale Rossi, che ne ha avuto alfine ragione con un entrata davvero al limite della correttezza (e di cui appunto l’urbinate si è poi scusato a fine gara), ma assolutamente senza strabatterlo come tante volte era precedentemente accaduto, lasciando anzi l’impressione che le cose stavolta avrebbero potuto andare diversamente se appena Dani avesse goduto di decenti condizioni fisiche.

    Per molti versi, nel complesso si può dire che Pedrosa abbia fatto decisamente MOLTO di più di quanto ci si aspettasse da lui nei primi due Gp “orientali” – dove molti pensavano non potesse raccogliere che pochissimi punti date le sue menomate condizioni – e che ora possa guardare con più ottimismo ai prossimi appuntamenti europei, alcuni dei quali molto adatti al suo stile di guida nonchè alla sua moto, forte di un bilancio in termini di classifica assolutamente positivo, viste le premesse iniziali.

    Come tantissime altre volte accaduto, sia nel 2008 ma ancor più l’anno prima, a fare maggiormente le spese dell’altalenante ciclo prove bagnate/gara asciutta e viceversa è stata al solito la Ducati, notoriamente la moto più complicata e tecnologica, e proprio per questo quella decisamente più ostica e difficile, ovviamente sotto OGNI aspetto, in primo luogo nella guida ma anche e soprattutto nella messa a punto del setting ottimale.

    Stoner

    Oggi Stoner è stato addirittura eroico, e come al solito bravissimo a fronteggiare una volta di più con estrema Classe una situazione difficilissima e completamente avversa, come varie volte gli era accaduto durante la vincente stagione 2007, compiendo autentici e stupefacenti capolavori tattici di adattamento a vicende assolutamente sfavorevoli che avrebbero annullato e sconfitto qualsiasi altro.

    In questo caso, il Genio Australiano non solo ha dovuto fronteggiare un assetto di base della sua GP9 completamente sbagliato, ma come se ciò non bastasse pure notevoli problemi ai freni, afflitti da una fortissima vibrazione, causata ovviamente da dischi non ben bilanciati, che si sono immediatamente manifestati fin dal giro di ricognizione e che hanno evidentemente privato il malcapitato Casey della benchè minima confidenza in frenata specie nelle prime tornate, dove tutti hanno potuto notare come l’alfiere di Borgo Panigale fosse costretto a staccare trenta-quaranta metri prima di tutti gli altri, perdendo diverse posizioni – ad un certo punto si è trovato addirittura settimo – e soprattutto una marea di secondi dai primi.

    Il fatto che Stoner dopo i primi giri di ovvio adattamento a questa spiacevolissima e limitante situazione si sia messo COMUNQUE, proprio come se nulla fosse, a macinare tempi velocissimi ed assolutamente sovrapponibili a quelli dei battistrada, la dice veramente MOLTO lunga sulle incredibili ed infinite doti di Classe e di Talento di questo Genio delle due ruote, assolutamente ineguagliate nel panorama mondiale. Oggi anche un Rossi al suo posto sarebbe finito come minimo decimo ed avrebbe apertamente accusato la moto, lui invece forte del suo immenso Talento se n’è bellamente infischiato e con una furibonda progressione è incredibilmente riuscito persino a colmare l’enorme gap che lo separava a pochi giri dalla fine da Dovizioso, andandolo a riprendere e superare di forza, conquistando uno splendido quarto posto assolutamente insperato dopo le prime disastrose tornate.

    Il bilancio di queste prime due prove “orientali”, la prima su un tracciato adatto alle caratteristiche della sua terribile – letteralmente in tutti i sensi – Desmosedici, quest’ultima viceversa su una pista completamente avversa e sfavorevole, è dunque per Stoner MOLTO positivo, ovviamente superiore non solo a quello dello scorso anno, ma anche rispetto alla sua vincente stagione 2007 quando, come ben sappiamo, i primi due risultati furono per lui un primo ed un quinto posto. Quindi, come e più di Pedrosa e Lorenzo, Casey deve guardare con rinnovato slancio ed ottimismo al proseguo del Campionato, per altro mai come quest’anno aperto ed equilibrato, con i primi tre piloti praticamente appaiati in testa alla classifica raccolti nel brevissimo spazio di appena tre punti.

    Tra gli altri alfieri di Borgo Panigale, il solo Kallio ha ripetuto la positiva prova del Qatar replicando tal quale l’ottavo posto ottenuto a Doha, correndo una gara regolare ed attenta. Notte fonda invece ancora una volta per Canepa che ha rimediato un’altra storica figuraccia, mentre la sfortuna sembra vieppiù accanirsi sul povero Hayden, stavolta centrato in pieno da dietro da Takahashi appena alla quarta curva della corsa, atterrando proprio sullo stesso punto della schiena già pesantemente acciaccato in prova a Losail, per fortuna senza gravi conseguenze.

    Gibernau è scivolato causa un errore da principiante (perdendo l’anteriore perchè troppo pinzato in curva) ed anche per lui Motegi è un episodio da dimenticare in fretta.

    Dovizioso con un quinto posto ottenuto dopo una gara regolare non ha demeritato ma si è fatto mangiare un vantaggio enorme ed apparentemente incolmabile dal velocissimo rimontante Stoner, e soprattutto le ha sonoramente buscate da un team mate teoricamente handicappato fisicamente, per cui non può certo dirsi soddisfatto, cosa che invece può tranquillamente affermare un brillantissimo Melandri, giunto inaspettatamente sesto pur con la cenerentola e derelitta Hayate, ripetendo ed anzi migliorando assai il già positivo esordio in Qatar.

    Capirossi invece è uscito delusissimo dal Gp Giapponese, ed a ragione: per lui, ex re di Motegi con l’incredibile ed irripetibile striscia di ben tre successi consecutivi nel triennio 2005-07, qualsiasi risultato qui al di fuori del podio è da considerare come puramente negativo, ed in questo senso Loris si è onestamente espresso a fine gara.

    Quanto a Rossi, nonostante il secondo posto consecutivo che lo consacra il pilota fin qui più regolare di questo inizio di Mondiale, egli è senza dubbio IL VERO SCONFITTO di Motegi.

    Prima di tutto, nonostante l’evidente fortuna della pole assegnatagli solo sulla base delle già frammentarie prove del venerdì, e che con ogni probabilità NON avrebbe affatto conquistato il sabato, nè su asciutto e tanto meno sul bagnato, l’urbinate non ha saputo assolutamente approffittare di questo, nè dei gravi guai tecnici in gara del suo eterno e pericolosissimo rivale Stoner per allungare ben più decisamente su di lui in classifica, il tutto pur cavalcando il mezzo di gran lunga più performante in campo, quella magnifica M1 a scoppi irregolari che avevo indicato alla vigilia come la nettissima favorita e che ha puntualmente ancora una volta sbaragliato il campo andando a conqustare un formidabile uno-due che ancora una volta ha profondamente umiliato la padrona di casa Honda, ormai perdente nella propria tana da un’autentica eternità, ovvero dai successi di Biaggi (vittoria qui nel 2003, quando si chiamava Gp del Pacifico, ed un secondo posto nello 05, oltre ai secondi nello 02 e 03 a Suzuka, dove vinse anche nel 98 all’esordio assoluto nella Classe Regina) e Tamada (2004).

    In secondo luogo, cosa psicologicamente ben più grave, ed apertamente ammessa da lui stesso a fine gara, quando la cocente delusione traspariva evidentissima dalla sua faccia, Vale le ha apertamente e sonoramente buscate a parità assoluta di condizioni di moto e gomme dal proprio compagno di squadra, quell’irriverente Majorchino che attualmente ha addirittura l’ardire di precederlo nella graduatoria iridata.

    Terzo, ha capito come quest’anno per lui non sarà facile spuntarla neppure con Pedrosa, in passato la sua classica vittima preferita. Se Dani lo ha impegnato così a fondo in una pista a lui in passato mai favorevole ed in così menomate condizioni fisiche, cavalcando per di più un mezzo nettamente inferiore, cosa potrà fare domani nei tracciati che preferisce, magari quelli di casa sua, e quando sarà molto più in forma?

    Vale nonostante la sua seconda posizione in classifica in realtà è evidentemente scontento di questo avvio di Campionato, ed in effetti nelle sue stesse dichiarazioni ha fatto ben poco per nasconderlo.

    Tanto più l’urbinate è preoccupato in quanto Jerez si profila tra pochi giorni, dove qualsiasi risultato da parte sua che non sia una vittoria equivarrebbe automaticamente ad una sonora sconfitta, sia per i favorevolissimi trascorsi storici, che nell’ottica della graduatoria attuale.

    Infatti, Jerez non è altro che l’ennesimo ridicolo kartodromo europeo, uguale o se possibile ancora peggiore di Motegi, corto, lentissimo e dalle traiettorie sempre obbligate, dove la sua agile, maneggevole e velocissima Yamaha è di nuovo la netta favorita della vigilia, un tracciato su cui Rossi ha vinto tanto, ma pure dove i suoi implacabili avversari iberici correranno in casa, mentre Stoner pur detestando (poco) cordialmente la pista vi ha appena frantumato ogni record nel recentissimo test IRTA di precampionato, vincendo la sua ennesima BMW……..:).

    Dunque, qui o Rossi vince, oppure qualsiasi altro risultato suonerà per lui come una grave debacle annunciata, e Vale con la sua innata intelligenza tattica da Campione consumato lo sa benissimo.

    Da notare come a Motegi si siano festeggiate due importanti ricorrenze, il 700esimo Gp della Classe Regina da 1949 ad oggi ed i 50 anni di corse della Honda, che infatti esordì proprio nel 1959 allo IOM TT, allora tradizionale primo appuntamento iridato. Per l’occasione abbiamo rivisto in pista una accuratissima replica della 250 a 4 cilindri che corse appunto con Kunimitsu Takahashi nel 59 al Mountain dell’Isola di Man, con lo stesso arzillo ex pilota giapponese a bordo, seguita dall’esibizione di altri storici alfieri della Casa dell’Ala Dorata, tra cui “Fast” Freddie Spencer.

    Dunque, non perdetevi assolutamente già questo stesso fine settimana il prossimo appuntamento di questa bellissima Avventura Mondiale in quel di Jerez de la Frontera per il Gp di Spagna, come detto pista favorevolissima alle agilissime e veloci Yamaha per le caratteristiche intrinseche del tracciato, ed a Rossi per precedenti storici, ma……..:)

    Appuntamento quindi in Terra di Spagna per il nuovo episodio di questa formidabile, adrenalinica ed imprevedibile Saga MotoGp 2009!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it