MotoGP 2008. MonoMondiale, MonoPilota o MonoGomma?

MotoGP 2008

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    MotoGP 2008. MonoMondiale, MonoPilota o MonoGomma?

    Mumble Mumble…ne avevamo già parlato più volte, ma oggi, a campionato quasi finito, si può veramente provare a dare un filo di consistenza in più alle previsioni per la prossima stagione e il futuro (aleatorio?) della MotoGP che si sta avvicinando sempre di più a quella Formula 1 riveduta e corretta con nuovo regolamento su pneumatici & Co.

    Girando sul web, ho trovato il sondaggio su Gazzetta.it che mi va di proporre anche ai lettori di Derapate.

    Che cosa pensate della proposta di introdurre la monogomma per la MotoGp 2008?

    A. E’ la soluzione migliore perché darà a tutti i piloti le stesse opportunità e sarà solo la loro abilità di guida a fare la differenza

    B. E’ un errore da evitare perché toglie l’essenza stessa della competizione e il gusto di cercare sempre soluzioni migliori

    Sono le 23.00 scarse, hanno votato circa 11000 persone, e il risultato è incontrovertibile:

    A. 73%

    B. 27%

    Valentino Rossi, genio della comunicazione anche in questo caso.

    Ricordo come fosse ieri, tutti i discorsi sulla Formula1 all’addio della Michelin che lasciò campo libero alla Bridgestone: “Ah, sarà un pessimo campionato! Non ci sarà più divertimento! Hanno decurtato alla Formula1 i punti come fosse una patente!”

    Questo era quanto si sentiva in giro.

    Molti, ancora adesso, sono rimasti dello stesso parere.

    La MotoGP è diversa.

    Almeno, fino ad ora è stata diversa.

    Lo dicono i piloti, con sguardi di superiorità, o meglio, di “integrità”, quasi come se i centauri della classe regina ci tenessero particolarmente a ribadire un concetto di “ortodossia motoristica” che crea spettacolo,competizione.

    E divertimento.

    E si taccia la Formula1, per l’ennesima volta, di noia.

    Di una stridula noia interrotta solo dal rombo dei motori che sfrecciano davanti qualche istante, e poi nulla più.

    Gli sponsor non si lamentano, il business continua a girare sul circuito dei guadagni mondiali alla velocità della luce, molto più veloce delle macchine che sfrecciano, molto meno faticosamente dei piloti.

    E se la curva pecuniaria inizia a scendere? Si corre ai rimedi: spy story e gossip per tenere in vita una (che fu) tra le più belle competizioni motoristiche di tutti i tempi.

    Ricordando Senna…

    L’inversione di tendenza anche nella MotoGP si nota. Proprio adesso, che Valentino non vince.

    Mobilitatore di folle, anche in questo caso è Valentino l’ago della bilancia, quello che risveglia animi e coscienze e che apre gli occhi ad un pubblico assetato più di vita che di velocità, innamorato più della patria che della tecnica, più di un eroe che d un popolo senza storia.

    Flop di Valentino. E si vanno a cercare le cause, necessariamente esterne al pilota.

    Colpa di chi? Della Yamaha, certo, ma soprattutto delle gomme.

    Questa affermazione è fuorviante, o meglio, potrebbe essere usata dai sostenitori di Valentino come dai suoi detrattori.

    Il fatto è che da quando il campione di Tavullia ha iniziato a non portare più punti grossi a casa Yamaha, i tifosi del numero #46 (ossia mezza Italia), hanno tolto la mascherina-pro-sonno dagli occhi e hanno riscoperto l’argomento “pneumatici”, diventato più rovente dell’asfalto del Qatar.

    Valentino non vince perchè ha una gomma dechappata. Valentino non vince perchè ha le Michelin. Valentino non vince perchp la Yamaha non è in grado di fare una moto che calzi alla perfezione le gomme francesi.

    Hanno provato pure a intagliarle a mano…ma nulla!

    Onori e oneri di Valentino, colpi di grazia e di sfortuna, nonostante tutto, la favola delle gomme è vera.

    Netto predominio delle Bridgestone, i piloti Michelin sono parsi i bimbi poveri di campagna contro i super-cool-guys di città.

    E così, ecco sorgere valanghe di ipotesi, di proposte fantasiose, di verità rivelate (e nascoste), di sogni e di rivalse. Montagne di piloti, di nomi spolverati e di genii incompresi, di centauri alati e di velli d’oro sparsi quà e là per il mondo, in giro per i circuiti, sotto la pioggia o sotto il sole, mai tanto cocente quanto una sconfitta.

    In tutto questo, una voce molto poco fuori dal coro, arriva da Ezpeleta: “Mi interessa offrire un alto livello di competitività e mettere tutti i piloti sullo stesso piano. Se poi le moto non limeranno un secondo al giro ogni anno mi andrà bene lo stesso.

    Non c’è dubbio. Anche perchè abbiamo imparato che lo sport è spettacolo solo se ci sono grandi incidenti, grande gossip o grandi interessi.

    Se ci sono solo grandi piloti, no.

    Ma questo è tutto un altro paio di maniche…E di manico.