MotoGp Francia 2010: Lorenzo straccia Rossi, Stoner nuovo disastro!

Terzo capitolo del Mondiale MotoGp in scena a Le Mans, dove Lorenzo trionfa per il secondo anno consecutivo, stracciando Rossi e siglando pure il secondo successo consecutivo in Campionato

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    MotoGp Francia 2010: Lorenzo straccia Rossi, Stoner nuovo disastro!

    Il terzo incredibile episodio di questa straordinaria Saga MotoGp 2010, andato in onda qui dal più brutto circuito in assoluto del Mondiale, ovvero l’assurdo ed infido kartodromo di Le Mans, inviso praticamente a tutti i piloti ed oggi stranamente NON tormentato dal solito maltempo che aveva afflitto diverse precedenti edizioni del GP francese disputate al Bugatti, ha visto il secondo perentorio trionfo consecutivo – SIA in Campionato, CHE su questa oscena pista, bissando il trionfo del 2009 – di un irresistibile Jorge Lorenzo che, partito bene una volta tanto assieme ai primi, ha poi letteralmente stracciato Rossi seminandolo di forza, piantandolo in asso già prima di metà gara ed infliggendogli infine un distacco umiliante, mentre Stoner con una nuova precocissima caduta vede ormai ridursi grandemente le sue residue chances mondiali.

    Dietro al Campione Majorchino ed al rassegnato Rossi, un Pedrosa in affanno, a lungo stabile in terza posizione, si è poi fatto incredibilmente rimontare in extremis, proprio all’ultimo giro, sia dal team mate Dovizioso – che ha pertanto centrato ancora un magnifico podio, dopo quello iniziale del Qatar – che da un grintoso Hayden, che di nuovo invece lo manca di pochissimo aggiudicandosi un altro quarto posto dopo quello di Jerez.

    Le Mans è di nuovo Lorenzo’s Land, e così è ormai del Campionato: i concorrenti, Rossi in primis, sono avvertiti.

    L’urbinate infatti oggi ha subito di nuovo una cocentissima e brutale lezione da parte del giovane team mate, tanto più umiliante in quanto ovviamente impartita con il suo stesso identico materiale.

    Occorre infatti risalire con la memoria al 2007, quando veniva regolarmente seminato da Stoner con distacchi devastanti, per ritrovare l’immagine di un Rossi così palesemente rinunciatario e totalmente rassegnato a subire la strapotenza di un avversario.

    ADESSO al posto dell’asso australiano c’è il giovane Lorenzo, e ciò è altissimamente significativo, davvero in tutti i sensi.

    Infatti, proprio OGGI Stoner, con un nuovo incredibile disastro in gara, cadendo inspegabilmente appena al secondo giro, ha virtualmente consegnato lo scettro di pilota anti-Rossi allo spagnolo, e con esso il ruolo di favorito numero uno per la Vittoria Finale di questa ancora lunghissima avventura Mondiale della Classe Regina.

    Lorenzo lo aveva detto, alla vigilia di questa gara: ora so come partire forte.

    In effetti, Jorge ci aveva abituato a finali fantastici, da metà corsa in poi, recuperando velocissimamente, a serbatoio più leggero, dopo partenze quasi sempre molto stentate.

    Oggi, però, vedi caso, il Majorchino è appunto scattato splendidamente allo start, mettendosi fin da subito alle costole di Rossi e Pedrosa.

    Liquidato subito il connazionale. gli sono poi bastati dodici giri per superare l’urbinate – studiandolo con assoluta calma, senza alcuna fretta, segno anche questo, come ho già detto nei commenti precedenti, di una nuova ed autentica maturità - dopo una prima schermaglia infruttuosa, e pochissimi altri per infliggergli inesorabilmente un abissale distacco che chiamare imbarazzante è dire ben poco.

    Alla fine quasi sei secondi (e solo perchè Jorge ha rallentato vistosamente nel finale) hanno sancito il suo DOPPIO TRIONFO, in quanto sua seconda Vittoria consecutiva (per la prima volta in MotoGp), ed ugualmente secondo successo francese qui, dopo la brillantissima affermazione bagnata-asciutta della scorsa stagione.

    Valentino Rossi

    Il malcapitato Rossi ha capito subito come non ci fosse assolutamente niente da fare oggi, contro un Lorenzo così determinato, preciso, ma anche pirotecnico, scatenato, in una parola, irresistibile.

    Se l’anno scorso la sua Vittoria poteva dirsi in parte frutto della confusa gara flag to flag, anche se fu condotta splendidamente, rivelandosi alfine un vero capolavoro tattico di esemplare condotta di gara, stavolta non ci sono scuse di sorta: Lorenzo qui ha vinto semplicemente perchè adesso E’ IL MIGLIORE sulla piazza, per di più in sella alla moto migliore, ed oggi lo ha dimostrato abbondantemente.

    Senza se e senza ma.

    STOP.

    Oltre a Rossi, se ne sono amaramente accorti pure tutti gli altri, per primo il suo storico rivale in 250, il conterraneo Pedrosa che ormai è stato irrimediabilmente declassato ad eroe nazionale numero due dall’incontenibile majorchino, che qui evidentemente si trova a casa sua, non avendo fatto peggio in MotoGp del secondo posto del 2008, prima delle due vittorie consecutive.

    Quanto a Stoner, anche oggi l’australiano si è autoeliminato con un errore enigmatico, inspiegabile, quasi assurdo, quando era quarto e stava ricucendo un piccolissimo svantaggio sui primi, perdendo il controllo della moto (cioè del solito anteriore) subito dopo una esse, a moto già dritta, senza neppure l’ombra di una causa apparente, che non sia beninteso lo scivolosissimo asfalto di questa sgraziata e malfatta (non essendo altro che un avanzo, un rabberciato e disarmonico percorso che utilizza appena un breve tratto del ben più lungo e prestigioso tracciato della 24 ore automobilistica) pista-ciofeca francese, davvero la vergogna di tutto il Mondiale Velocità.

    Tra le vittime odierne di codesto inutile ammasso di scadente bitume transalpino, oltre agli illustri Stoner e Spies, si annoverano infatti anche Capirossi – al quale ultimamente non ne va bene una che sia una, tra vicende sportive e fiscali – caduto, ripartito e poi definitivamente ritirato, ed una grande massa di partenti anche illustri in Moto2, nella quale si è registrata un’autentica ecatombe, e di cui Elias con la seconda brillante vittoria consecutiva domina già il classifica, approfittando anche del ritiro di Tomizawa.

    Come ho già detto, oggi con questa nuova caduta pressochè ingiustificata, avvenuta ancora mentre stava forzando senza alcun motivo, e troppo presto, Casey ha virtualmente consegnato a Jorge le sue residue speranze mondiali, anche se il cammino è ancora terribilmente lungo e con la tappa odierna se ne è concluso appena un sesto, tutto sommato una ben piccola frazione rispetto al totale.

    L’anno scorso, del resto, non dimentichiamolo, L’australiano ha sfiorato il Mondiale pur con tre gare in meno – anzi quattro contando l’assoluto disastro tattico e strategico di Donington – dunque teoricamente nulla è perduto, MA proprio la consapevolezza di non poter più sbagliare potrebbe definitivamente tarpare le ali al suo indiscutibile talento, tutt’ora insuperato a livello mondiale.

    In ogni caso mi pare che le colpe NON siano tutte di Casey, ma anche e soprattutto della Ducati. Infatti, a chi può realmente servire il rendere la GP10 attuale nettamente più guidabile e facile per i comprimari, se nel contempo la si rende meno efficace per Stoner, ovvero il SOLO che fino all’anno scorso la sapesse davvero interpretare al meglio, e che possa rivincere davvero il Mondiale per Borgo Panigale?

    Mistero………..

    Resta il fatto incontrovertibile e palmare che ormai l’asso australiano abbia quasi completamente perso fiducia nella moto che un tempo dominava e conosceva come le sue tasche, e soprattutto in quel granitico e sicurissimo appoggio anteriore che costituiva il marchio di fabbrica sia suo personale, che delle precedenti osticissime Desmosedici, e gli consentiva di osare l’inosabile pur in relativa sicurezza.

    Ben meglio di lui sta facendo il team mate Hayden, oggi brillantissimo quarto – replicando lo stesso piazzamento di Jerez, di cui pure l’americano si era detto deluso – pur dopo prove difficili che non lasciavano certo sperare in una simile gara, condotta con grinta e velocemente dietro i battistrada, e magnificamente conclusa strappando la quarta piazza ad un Pedrosa davvero irriconoscibile negli ultimi giri.

    Il piccolo catalano oggi, pur spronato al solito modo da Puig, ovvero a suon di dati farlocchi sul suo effettivo vantaggio sugli inseguitori, NON ha certo festeggiato nel migliore dei modi l’importante traguardo del 150esimo GP in carriera perdendo di nuovo la faccia nei confronti di Dovi in seno alla HRC e il suo definitivo addio a questo team, cui è stato legato da lunghi anni, appare in realtà sempre più vicino.

    Terzo per un lunghissimo tratto, ovvero per praticamente tutta la gara, alla fine Dani ha perso infatti il confronto non solo con Nicky – a causa di un vistoso largo proprio nel giro finale – ma anche col determinatissimo team mate Dovizioso, che oggi col secondo podio della stagione ha vendicato con gli interessi quanto era successo proprio qui l’anno scorso – Dani infatti gli aveva soffiato in extremis il terzo posto rinvenendo velocissimo e mangiando in un lampo un vantaggio di ben 10 secondi del team mate, con una eccellente dimostrazione di guida veloce sul bagnato con gomme slick, dopo il cambio moto – e si piazza brillantemente in terza posizione pure in classifica generale, anche se ben dietro ai due ufficiali Yamaha, che stanno di fatto letteralmente dominando la stagione.

    Dovizioso Le Mans

    Proprio la pressochè assoluta superiorità della Casa di Iwata sulla concorrenza, con uno spettacolare en plein di tre vittorie consecutive, a cui avrebbe potuto opporsi validamente IL SOLO Stoner, costituisce infatti il vero tema dominante della stagione.

    E’ ormai difficile – pur essendo questo appena il terzo appuntamento del Campionato – non solo per quanto visto fin’ora, ma proprio per il trend tecnico e soprattutto psicologico degli avvenimenti, molto positivo per il team Fiat ed invece totalmente negativo per l’asso australiano, che TUTTI i tre Titoli Mondiali in palio – Piloti, Costruttori e di Team – possano alla fine sfuggire agli uomini dei Tre Diapason.

    Proprio parlando di piloti Yamaha, se gli ufficiali possono sorridere, avendo centrato la TERZA vittoria in fila, non solo in Campionato, ma anche qui a Le Mans – nel 2008 infatti aveva vinto Rossi, mentre nel 2007 l’outsider Vermeulen aveva approfittato di una caotica gara sotto un autentico diluvio, cogliendo la sua unica Vittoria in MotoGp – per quelli del team satellite Tech3 la tappa francese non ha portato affatto fortuna, con lo scarognatissimo Spies che esattamente al pari di Stoner ha accusato una nuova battuta a vuoto a causa di una caduta occorsa al settimo giro, quando era undicesimo.

    Una stessa beffarda malasorte sembra appunto affliggere Ben e Casey, infatti fin’ora questi due autentici fuoriclasse sono purtroppo partiti come peggio non avrebbero potuto – nel caso di Spies, del tutto incolpevolmente – e per adesso sono accomunati anche dai punti in classifica, gli 11 del loro unico quinto posto, più due sonori zeri. Secondo me, però, saranno anche uniti nel risalire molto rapidamente la china di quella graduatoria parziale che per ora li vede del tutto immeritatamente in fondo al gruppo………aspettare per credere!

    Quanto al vecchio Edwards, pur amando molto questo tracciato, dove ha spesso disputato grandi gare, oggi Texas Tornado non ha saputo far meglio di un opacissimo dodicesimo nonchè PENULTIMO posto.

    Molto meglio si sono comportati i colleghi riders satelliti di Casa Honda, con un Melandri veloce e sorprendentemente sesto appena davanti al brand mate DePuniet, da cui mi aspettavo ben di più in questo appuntamento per lui casalingo, mentre Simoncelli ha tutto sommato deluso ancora finendo solo decimo dietro ai due spagnoli Bautista ed Espargarò, come lui altrettanto esordienti in sella alle Ducati satelliti, e davanti al brand mate Aoyama.

    Il fatto che salta ovviamente agli occhi è che, causa l’esiguissima linea di schieramento della MotoGp attuale – che contrasta acutissimamente con la neonata Classe Moto2, che conta su di una nutrita e variopinta FOLLA di ben 39 partenti a singolo GP!! – ad OGNI gara TUTTI i piloti arrivati al traguardo finiscono inevitabilmente a punti, una cosa assolutamente ridicola ed inaudita, che davvero deve far riflettere sul precario ed aleatorio futuro di questa ibrida, antistorica e malnata Classe che non ha in alcun modo saputo adeguatamente prendere il posto della sua ben più illustre antenata, ovvero la Gloriosa Classe 500, colma di eroica Storia ultracinquantenaria.

    Se pure infatti un ritorno del quattro tempi era DA DECENNI altamente auspicabile anche per mere ragioni di OVVIA attualità tecnica, essendo i 2 tempi stati bocciati dal mercato e dalle leggi antipollution già ben TRENTA ANNI PRIMA, tuttavia non è con questa elitaria formula di costosissimi prototipi fine a se stessi, infarciti di INUTILE elettronica, per di più con una cilindrata attualmente assurda – in attesa del ritorno alla piena ed originaria di 1000 cc con cui partì nel 2002 – che si poteva adeguatamente dare un degno seguito alla 500 quale Classe Regina!

    Lo dissi in tempi non sospetti ben cinque anni fa, già alla fine del 2005, ed i fatti mi stanno dando ampiamente ragione.

    Ormai qua siamo letteralmente al lumicino, e gli sforzi per tenere in piedi il baraccone mediatico della MotoGp stanno inesorabilmente naufragando sotto i costi altissimi di questo Circo apparentemente sfarzoso ma in realtà vuoto, inutile, sostanzialmente falso e d artificioso, e la costante fuga delle Case (vedi Kawasaki) e dei grandi sponsors, nonostante i maneggi mafiosi di Don Carmelo ed i suoi attuali Compagni di Merende, voracissima e cannibale Honda in primis…………..:)

    Come già accennato prima, dando uno sguardo alla classifica parziale, Lorenzo portandosi a quota 70 ha consolidato il vantaggio sul team mate, ancora vicinissimo a nove lunghezze, mentre Dovizioso con 42 capeggia la muta degli inseguitori del duo di testa ormai in fuga, comprendente Pedrosa a 40 ed Hayden a 39.

    Quasi inutile parlare degli altri, non perchè così remoti in graduatoria, quanto per il fatto che siano inesorabilmente già tagliati fuori da ogni e qualsivoglia velleità mondiale, sia da un punto di vista tecnico che umano, STONER e SPIES ovviamente A PARTE, perchè l’asso australiano e Texas Terror ci hanno ormai da tempo abituato a qualsiasi impresa, forti di una Classe semplicemente inarrivabile.

    Come tutti sanno, adesso il carrozzone del Mondiale Velocità si sposta di poco, sempre in Europa, e precisamente nel nostro Paese, dove tra due settimane si svolgerà il Gp d’Italia al difficile ed impegnativo circuito toscano del Mugello, a me da sempre sommamente antipatico soprattutto perchè mi ricorda ancora troppo una giornata terribile e tragica, il 16 Maggio 1976, proprio quando fu inaugurato sulla scena internazionale col primo Gp delle Nazioni (allora si chiamava così) tenuto qui, di solito invece di casa alternativamente a Monza (fino all’altrettanto tragico 20 Maggio 1973) o ad Imola, e che vide nello stesso bruttissimo giorno, ma in due gare diverse, la scomparsa di due grandi Campioni Romagnoli miei amici e conterranei, Otello Buscherini e Paolo Tordi.

    Come ho già annunciato questo 16 Maggio, prossimamente uscirà una mia particolareggiata Monografia Storica che tenterà di ricostruire quella tristissima giornata che passò alla storia come Tragedia del Mugello, di cui tra l’altro fui personalmente testimone diretto.

    Il tracciato italiano, caratterizzato da una successione di curve molto impegnativa ed atipica, e da marcati dislivelli, è stato in passato regno inontrastato di Rossi, ma l’anno scorso bravamente la Ducati riuscì finalmente a sfatare la sua annosa tradizione negativa su un circuito che in fondo essa considera di casa, essendo situato a pochi chilometri da Borgo Panigale, vincendo finalmente con Stoner una straordinaria gara flag to flag dopo un lunghissimo periodo di vacche magre, in cui aveva rimediato solo sei podi in questo tracciato.

    Secondo risultò un bravissimo Lorenzo, che dopo il trionfo bagnato-asciutto di Le Mans 09 evidentemente aveva preso gusto a padroneggiare alla perfezione queste gare, avendo vinto anche poco prima a Motegi 09 un GP difficilissimo da interpretare correttamente, essendo stato caratterizzato da prove bagnate e gara asciutta.

    Proprio la grande incognita legata a possibilissime avverse condizioni meteorologiche costituisce un ulteriore motivo di interesse verso questa importantissima prova italiana.

    Dovesse mancare il successo, magari ancora ad opera di Lorenzo, che qui appunto l’anno scorso gli mise agevolmente le ruote davanti, per Rossi i contraccolpi potrebbero risultare enormi, sia a livello psicologico che meramente pratico, con la conseguente fuga di Jorge in classifica.

    Inoltre, il fresco ricordo del trionfale successo bagnato della scorsa stagione potrebbe finalmente mettere le ali a Stoner, stimolandolo ad un riscatto in grande stile dei recenti disastri di Losail e questo di Le Mans, in cui non ha raccolto nulla di quanto aveva pazientemente seminato.

    In ogni caso, ancora una pista che vede le vincenti, all-conquering Yamaha M1 partire quali nettissime favorite, relegando tutte le altre al solito ruolo di improbabili outsiders.

    Dunque, non prendete impegni per nessuna ragione al mondo per il primo week end di Giugno, ed appuntamento certissimo ed imperdibile nella nostra Terra Italica per la nuova adrenalinica tappa di questo fantasmagorica, incredibile, emozionantissima Saga MotoGp 2010!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it