MotoGP Mugello. Lacrime e Magia, questo è il regalo di Valentino al Mugello

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    MotoGP Mugello. Lacrime e Magia, questo è il regalo di Valentino al Mugello

    Aveva pianto il cielo del Mugello, nel’accogliere Valentino Rossi di nuovo a casa, in Italia, ma questa volta con risultati non brillantissimi al suo seguito.

    Ha pianto il cielo del Mugello nel vedere il suo miglior talento alla deriva, battuto più volte quest’anno da quella formula magica “miglior moto+pillota” che non si vedeva da tempo.

    Piange il cielo del Mugello, ancora una volta ieri nel vedere il suo pupillo classificarsi terzo e perdere la pole proprio sul bagnato.

    Questo pomeriggio, invece, il cielo ha smesso di piangere, e ora il sole, giallo, splende su un tracciato che ancora una volta ha siglato la vittoria del Campione dei Campioni.

    Una stragrande vittoria cercata, voluta, combattuta, sudata e, alla fine, conquistata.

    Nulla può Pedrosa, una gara eccellente, ma non così tanto da far paura a Rossi. Nulla può neppure la rossa Ducati e Stoner probabilmente rosso di rabbia e superato da Barros.

    Nulla può neppure Capirex, Hopkins, Melandri.

    E con questa ennesima magia a cui il Dottor Rossi ci ha ormai abituato, nulla possono neppure le Bridgestone. Vincono, certo, tutte le prime posizioni sono state conquistate dai piloti gommati “Ishibashi” (Bridgestone in giapponese, Ishibashi fu il fondatore della casa di pneumatici), ma c’è qualcosa in più della semplice gomma. E si chiama talento.

    C’è quel qualcosa che si chiama manico e che Valentino e Dani, ognuno a suo modo, hanno ampiamente dimostrato in pista, rincorrendosi tra l’Arrabbiata e il Correntaio, tra la Casanova/Savelli e la Materassi, Poggio Secco e la Luco.

    C’è forse quel pizzico di magia e di incoscienza, di determinazione e di divertimento, di orgoglio ferito e di impero da difendere in questa vittoria di Valentino.

    C’è Valentino.

    E questo basta per trasformare una gara di MotoGP in Storia.